Carol Rama: “io dipingo prima di tutto per guarirmi”.

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Carol Rama “autoritratto”

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“Dorina” di Beatrice Brandini

“Non ho avuti modelli per il mio dipingere, non ne ho avuto bisogno avendo già quattro o cinque disgrazie in famiglia, sei o sette tragedie d’amore, un malato in casa, mio padre che si è suicidato… Il senso del peccato è il mio maestro” . Carol Rama

Carol Rama è una pittrice italiana nata a Torino nel 1918. Raramente indico la data di nascita di un’artista, ma in questo caso ci serve per capirne la grandezza, nonché raccontarne la storia. 

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Carol Rama  “Appassionata” 1939 

Ho amato immediatamente le sue opere, dalla prima volta in cui mi ci sono imbattuta, così moderne, divertenti e drammatiche, crudeli e poetiche….; figure dissezionate, esplicite, con membri e organi genitali sfacciatamente esibiti, ma anche candide e fragili. Se si pensa che questi soggetti sono da sempre i protagonisti dei suoi quadri, non si fa fatica a pensare a quante lotte e quante battaglie (per esempio contro i conformismi dell’epoca), abbia dovuto affrontare questa straordinaria artista donna. La sua prima personale fu infatti bloccata, siamo nel 1945, e le sue opere sequestrate…Ha fatto la fame, per sua stessa ammissione, vivendo una vita di povertà e debiti.

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Carol Rama “Dorina”, 1940

Negli anni Cinquanta attraversa una fase più astratta, aderendo al movimento MAC, Movimento Arte Concreta, partecipando alla Biennale di Venezia sia nel 1948 che nel 1950. Negli anni Sessanta realizza Bricolage, composizioni alla quali attacca occhi di vetro, denti, unghie….Negli anni Settanta c’è un ritorno all’anatomia umana e alla sessualità. Solo negli anni Ottanta si rivalutano i suoi lavori precedenti, viene allestita una mostra nel sagrato del Duomo di Milano. Nel 1993 ancora la partecipazione alla Biennale di Venezia e altre mostre internazionali ed europee. La consacrazione, TARDIVA, avviene nel 2003, in cui le viene conferito il Leone d’Oro alla carriera in occasione della cinquantesima Biennale di Venezia. Da qui personali al Mart di Rovereto, a Palazzo Ducale di Genova, al Museo d’Arte Moderna Ca’ Pesaro di Venezia, ecc. ecc.

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Opera di Carol Rama

Ritratta da Andy Warhol e Man Ray, conosciuti durante trasferte a Parigi e New York, con i quali rimase in contatto tutta la vita.

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Carol Rama “senza titolo”

Donna colpita da disgrazie familiari (suicidio del padre e malattia psichiatrica della madre), che inevitabilmente hanno segnato la sua vita, influenzando la sua arte. I suoi lavori infatti spesso raccontano di ambienti psichiatrici, donne sofferenti rilegate ad un letto di ospedale o su una sedia a rotelle, ma nonostante tutto non sono angoscianti, non sono tetri, non sono drammatici…, io credo che esprimano la personalità stessa dell’artista, essere indomita nonostante tutto, mai piegata alla vita, contraddittoria, fuori dagli schemi, fiera!

7 i tarocchi 1948

Carol Rama “I tarocchi” 1948

Carol Rama, secondo i suoi amici (Italo Calvino, Felice Casorati, Carlo Mollino, Cesare Pavese… solo per citarne alcuni), è una donna estremamente pudica, gentile, elegante… ; qui sta tutta la sua genialità, quella di aver tradotto in pittura evidentemente paure o limiti, legati all’infanzia, alle costrizioni e vicissitudine della vita stessa, dando forma ad un linguaggio, attraverso la sua arte, unico, rivoluzionario e molto  provocatorio.

8 le malelingue 1981

Carol Rama “Le malelingue”, 1981

Troppo eccentrica per avere successo, almeno quel successo “popolare” che rende un artista ricco e famoso… e ahimè purtroppo non sempre commisurato al talento.

9 idilli 1996

Carol Rama “Idilli”, 1996

La poetica di Carol Rama è una metafora del transito della vita stessa, siamo soli e non possiamo contare davvero su nessuna certezza, la nostra sorte, già segnata, è quella di arrivare prima o poi ad un capolinea. Ma nonostante questa amara, cinica ma concreta consapevolezza, nessuno ci vieta di esprimersi, di vivere una vita propria,  di scoprirne segreti e desideri, magie e dolori…. Per questo direi che la caratteristica più grande di questa artista è la libertà,  ambita, difesa, infine conquistata….

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Mini collezione ispirata a Carol Rama di Beatrice Brandini

Nonostante tu abbia spesso cercato di raffigurare il mostro, l’assurdo, il saltimbanco, il ridicolo… che c’è in ogni essere umano e nella vita stessa, i tuoi lavori sono sempre rimasti poetici e “rispettosi”, rendendo ciò che inesorabilmente distingue l’uomo, ovvero la sua fragilità.

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Carol Rama “senza titolo” 

Grazie Carol per averci regalato queste figure, queste composizioni, queste poesie d’arte… 

Buona vita a tutti!

Beatrice

2 commenti su “Carol Rama: “io dipingo prima di tutto per guarirmi”.

  1. Complimenti per il suo acquerello e per la qualità letteraria del suo commento. Inoltre un grazie per averci fatto conoscere un’artista poco nota ai più.

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