Georgia O’Keeffe: emotive suggestioni.

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Georgia O’Keeffe “Cranio di cavallo con rosa bianca”, 1931. Collezione privata

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“Bambola indiana” di Beatrice Brandini

Straordinaria artista che con i suoi quadri ha cambiato il corso della storia dell’arte moderna, dando al realismo una nuova connotazione, quella del Precisionismo, corrente artistica autonoma, di cui la O’Keeffe fu pioniera.

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Georgia O’Keeffe Testa d’ariete – Malvone bianco – piccole colline, 1935. Collezione Milton e Edith A. Lowenthal

Nata nel Wisconsin, inizia come illustratrice a Chicago, la svolta avviene dalla conoscenza di Arthur Wesley Dow, artista la cui poetica si esprimeva attraverso i sentimenti e le sensazioni che l’artista stesso provava e viveva, di cui la O’Keeffe diventa allieva attraverso un corso per insegnanti. Tuttavia l’incontro più importante sarà quello con Alfred Stieglitz, importante fotografo e gallerista nella scena newyorchese e americana, che diventerà suo mentore e compagno di vita. I due artisti si cimentano negli stessi soggetti, influenzandosi a vicenda. L’approccio e  la consuetudine con il mezzo fotografico da parte della O’Keeffe, le permetterà di elaborare un realismo sempre più radicato, sebbene astratto.

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Georgia O’Keeffe “From the lake”, 1924

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Georgia O’Keeffe “Evening star VI”, 1917

Georgia O’Keffe si imporrà nella comunità artistica con risultati senza precedenti,  in un periodo storico in cui questa possibilità e realtà era data esclusivamente agli uomini.

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Georgia O’Keeffe “Black Iris”, 1906

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Georgia O’Keeffe “Calle”, 1929

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Georgia O’Keeffe ”Poppies”, 1950

Nel 1924 sposerà Stieglitz, pochi anni dopo sarà all’apice della propria espressione creativa con i famosi soggetti floreali, macroscopici sensuali fiori, destinati a diventare icone, nonché influenza artistica per tutto il Novecento americano. 

E’ stata la prima artista donna ad esporre al Moma di New York. La prima artista donna a cui l’America ha dedicato un museo, il Georgia O’Keeffe Museum.

Personalmente trovo che i fiori di Georgia O’Keeffe siano qualcosa di meraviglioso, diverso, unico. Se li vedi la prima volta ne rimani colpito, come una visione che difficilmente scomparirà dalla tua mente e dal tuo cuore. Ma aldilà di ogni sensazione personale, se si crede che questi fiori siano nati per “sbaglio”, per “ricerca”, per “sentimento”, nelle parole di Georgia O’Keeffe c’è la spiegazione e tutto il suo incredibile pragmatismo: “Nessuno vede i fiori realmente – sono troppo piccoli – non abbiamo tempo – e per vedere occorre tempo, come per avere un amico… Così mi sono detta – dipingerò quello che vedo – quello che il fiore è per me, ma lo dipingerò in grande e loro si sorprenderanno a perdere il loro tempo guardandoli – riuscirò a far sì che perfino gli indaffarati newyorkesi si soffermino a vedere quello che io vedo dei fiori.” Georgia O’Keeffe

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Georgia O’Keeffe “Red Hill and White Shell”, 1938

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Georgia O’Keeffe “Bucranio con rose di calicò, 1931 The Art Institute of Chicago. 

Artista indipendente, con un bisogno di solitudine immenso e poco incline all’etichette, adotterà spesso tecniche e soggetti diversi quando si sentirà incompresa dalla critica, soprattutto maschile (la sola in quegli anni), cercando nuove forme espressive,  rimettendosi in gioco.

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Georgia O’Keeffe “Oak leaves”, 1929

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Georgia O’Keeffe “Jack in the pulpit”, 1930

Per trovare pace ed ispirazione partirà per il Nuovo Messico, dove trascorrerà intere estati a dipingere, prima di trasferirsi lì definitivamente nel 1949, dopo la morte del marito. Da qui alla metà degli anni Settanta dipingerà senza sosta, paesaggi di struggente bellezza,  sensualissimi fiori e astratti. Si appassionerà ai paesaggi crudi ed aspri del deserto, nascono qui i famosi teschi di animali sbiancati abbandonati nel deserto, oppure le colline disseminate di rocce e conchiglie. “Non c’è nulla di astratto in questi quadri, sono quello che ho visto, e per me sono molto realistici”. Georgia O’Keeffe

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Georgia O’Keeffe “Iris chiaro”, 1924

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Georgia O’Keeffe, “Petunie viola e nere”

Agli inizi degli anni Settanta fu colpita da una malattia alla vista che la costrinse a ridurre la sua produzione. Morirà nel 1986 all’età di 98 anni.

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Charlize Theron fotografata da Mario Testino, Vogue USA 2009. Omaggio a Georgia O’Keeffe

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Charlize Theron fotografata da Mario Testino, Vogue USA 2009. Omaggio a Georgia O’Keeffe

Amo Georgia O’Keeffe da sempre…, ovviamente la sua arte, il suo talento artistico, la sua poetica, ma anche la sua enorme dignità, il suo andare contro le regole e il conformismo…. Un’artista che cercava di trarre soddisfazione dal suo lavoro, senza compiacere nessuno, se non se stessa.“Nell’autunno del 1915 ebbi per la prima volta l’idea che tutto ciò che mi era stato insegnato aveva poco valore per me, eccetto che per l’uso dei materiali… Dopo aver attentamente riflettuto, decisi che non avrei passato la mia vita a fare ciò che era già stato fatto. Appesi alla parete tutto il lavoro che andavo facendo da molti mesi. Poi mi sedetti e lo guardai. Potevo vedere come ciascun dipinto o disegno era stato fatto assecondando un insegnante o l’altro, e mi dissi ‘ ho cose nella mia testa che non assomigliano a niente di ciò che mi è stato insegnato – forme e idee così vicine a me, così naturali al mio modo di pensare e di essere….. Decisi di cominciare da capo, di accettare come vero il mio modo di pensare. Questo fu uno dei momenti migliori della mia vita. Non c’era nessuno a guardare cosa stavo facendo, nessuno interessato, nessuno che esprimesse opinioni di qualche tipo. Ero sola e singolarmente libera, lavoravo su ciò che mi apparteneva, sconosciuta, nessuno da soddisfare tranne che me stessa.” Georgia O’Keeffe

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Georgia O’Keeffe’s mood…. di Beatrice Brandini

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Georgia O’Keeffe fotografata da Bruce Weber, collezione privata

Arrivederci grande Georgia, spero che dall’alto tu possa osservare quei paesaggi che meravigliosamente ritraevi come vedute aeree, finalmente serena e soddisfatta.

Buona vita a tutti!

Beatrice

4 commenti su “Georgia O’Keeffe: emotive suggestioni.

  1. “si sorprenderanno a perdere il loro tempo guardandoli”
    È incredibile come il realismo possa introdurre l’ascetismo.
    Una porta visiva per immergersi nella meditazione girando intorno all’incanto per proseguire nel senso unico della spazialità interiore.
    Grazie Beatrice per indicarci la direttrice.

  2. Le sono grata perché ci fa conoscere sempre artisti e realtà culturali poco noti al grande pubblico. Il suo acquerello poi è davvero bello per il cromatismo e la ripresa dello stile O’Keeffe nello sfondo e nei dettagli dell’acconciatura come dell’abbigliamento .

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