Gillo Dorfles: il grande lord dell’arte italiana

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“Gran Cornuto” di Gillo Dorfles, 2004 (collezione privata)

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“Nuvola” di Beatrice Brandini

“Sono sempre stato curioso del mondo, credo che dipenda unicamente dal grande interesse che ho sempre avuto e ho tuttora verso il prossimo. Il prossimo m’ interessa più di me stesso, per fortuna”. Gillo Dorfles

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“Due schieramenti” di Gillo Dorfles, 2001

E’ impossibile definire con un solo aggettivo il percorso e il ruolo che Gillo Dorfles ha avuto ed ha nella nostra storia artistico culturale, nasce infatti medico (laureato in medicina con specializzazione in psichiatria) ma diventa critico, filosofo, artista, docente universitario (che fortuna i suoi allievi!), designer, musicista…, un’attitudine all’azione, al fare sempre cose nuove, una mente immaginifica, duttile, creativa, mai sazia.

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“Vitriol” di Gillo Dorfles

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“Il fustigatore” di Gillo Dorfles, 2007 (collezione privata)

Nasce a Trieste nel 1910, parallelamente agli studi di medicina si appassiona allo studio delle arti e, più specificatamente, alla pittura, attività che non abbandonerà mai. Nel 1948 con Munari, Soldati e Monnet è tra i fondatori del Movimento Arte Concreta, importante movimento d’avanguardia che reagiva polemicamente ai dogmi della figurazione e dell’astrazione artistica, nonché promotore dell’assoluta indipendenza e libertà dell’arte da qualsiasi ideologia. Per questo la pittura di Dorfles è sempre stata libera e creativa, caratteristica, questa, che nel corso degli anni diventa sempre più pregnante, un’espressione pittorica priva di razionalità. Una pittura “fantastica”, carica di immagini fluttuanti, di personaggi e organismi umani, animali, vegetali. Dal 1958, conclusa l’esperienza del MAC, Dorfles inizia un’interessante ed importante carriera accademica come docente di Estetica all’Università Statale di Milano.

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Opera di Gillo Dorfles

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Disegno di GIllo Dorfles

Fondamentale è stato il suo contributo allo sviluppo dell’estetica italiana, a partire dal “Discorso tecnico sulle arti “, del 1952, oppure al “Il divenire delle arti”, del 1959, in cui Dorfles analizzava soprattutto l’aspetto socio-antropologico dei fenomeni estetici e culturali, quindi artistici, in un modo mai affrontato prima. Quella di Dorfles è una figura unica, artisticamente ma soprattutto intellettualmente, una delle più importanti nel panorama italiano dal dopoguerra ad oggi.

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Opera di GIllo Dorfles

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Grafismi alla Dorfles nella moda di Beatrice Brandini

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Grafismi alla Dorfles nella moda di Beatrice Brandini

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Grafismi alla Dorfles nella moda di Beatrice Brandini

Le origini e suoi studi (Trieste, allora territorio Austro-Ungarico), pongono Dorfles in un ambito mittel europeo che influenzerà inevitabilmente la sua pittura e il suo approccio alla vita. “L’atto di disegnare e dipingere è sempre stato per me, sin dall’infanzia, qualcosa di quasi coercitivo, e mi ha obbligato a riempire di sgorghi le pagine dei miei libri.” Gillo Dorfles

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Gillo Dorfles

Penso che senza Gillo Dorfles questo tempo sarebbe stato meno interessante, meno curioso, meno vivace, ma soprattutto meno intelligente. Alcune volte ho avuto la fortuna di assistere a delle sue interviste, non solo al termine mi sono sentita immediatamente più “brillante”, ma con la sua lieve e sottile ironia (che paragono a quella di Calvino o di Eco) ha avuto il pregio di farci notare, avvicinare e apprezzare le cose, non solo in campo artistico; esercizio che riesce solo a coloro che hanno un’incredibile cultura e che, generosamente, la condividono con il “resto” del mondo.

Lunga vita a Gillo Dorfles!

Beatrice