Lanvin: artista, esteta, mecenate…, l’incantevole grazia della prima stilista del Novecento

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Jeanne Lanvin fotografata da Laure Albin Guillot

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 “Marguerite” di Beatrice Brandini

Parigi rende omaggio a Jeanne Lanvin, una delle più importanti figure della moda del Novecento.

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Bozzetti dall’archivio Lanvin realizzati nel 1925. In mostra presso Palais Galliera a Parigi

 Jeanne Lanvin Retrospective : Opening Ceremony  Jeanne Lanvin Retrospective : Opening Ceremony  Moda: Lanvin, Marocco parigino

Alcuni scorci della mostra “Jeanne Lanvin” a Parigi

Jeanne Lanvin fu la fondatrice dell’omonima maison, una delle più antiche e longeve case di moda che, già nei primi del Novecento, vantava numerose boutiques in Francia e in Europa.

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Bozzetto del 1928, archivio Jeanne Lanvin

La mostra che si intitola semplicemente “Jeanne Lanvin 1867 – 1946” (presso il Palais Galliera di Parigi) resterà aperta fino al 23 agosto e vuole enfatizzare la ricerca di questa grande ed instancabile creativa, attraverso l’esposizione di numerosissimi abiti, bozzetti, tessuti e libri d’arte. Questo meraviglioso viaggio mette in luce come questa donna sia stata incredibilmente moderna e capace di cogliere lo spirito della sua epoca,  lasciando in eredità un patrimonio di moda che ancora oggi continua ad ispirare e, fortunatamente, a prosperare, anche grazie alla bravura di Alber Elbaz, attuale direttore creativo.

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Alcuni scorci della mostra “Jeanne Lanvin” a Parigi

Mademoiselle Jeanne iniziò la sua carriera come disegnatrice di cappelli da donna (modista), per andare oltre, soprattutto esplorando l’uso dei diversi materiali e la preziosità dei ricami, dando vita a quella che oggi chiamiamo Couture. Temperamento schivo, silenziosa e taciturna, i suoi più grandi (forse unici) amori furono l’amatissima figlia Marguerite (successivamente Marie-Blanche contessa di Polignac) e la moda.

A diciotto anni (!) decide di mettersi in proprio nella strada che ancora oggi evoca miti e leggende, rue Faubourg-Saint Honoré, in un modestissimo appartamento grazie al prestito di una cliente e il credito di alcuni fornitori, evidentemente avevano intuito il suo grande talento. Dalla creazione dei cappelli passa a quella dell’abbigliamento infantile, sempre per amore dell’unica figlia per la quale crea incredibili abiti.

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Alcuni scorci della mostra “Jeanne Lanvin” a Parigi 

Nel 1925 i laboratori Lanvin danno vita a più di ottocento persone, molti compratori attraversano l’Atlantico per vedere e comprare le sue collezioni;  sempre nello stesso anno lancerà il suo primo profumo “Mon Péché” (Il mio peccato). Dimostrando non solo  creatività e volontà, ma anche un incredibile senso degli affari.

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Rivisitazione di un bozzetto dall’archivi Jeanne Lanvin, sotto la direzione artistica di Alber Elbaz e della Swarovsky, partner dell’esposizione.

Jeanne Lanvin fu la prima ad occuparsi anche della moda maschile, dello sport e della casa.

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Jeanne Lanvin con la figlia Marguerite nel 1907, flacone Arpége 

Nel 1927 creerà Arpége (Arpeggio), mitica fragranza dedicata alla figlia, in cui, dall’archivio, sembra contribuì alla realizzazione del flacone. Il disegno, una madre e una figlia che si stanno recando ad un gran ballo in maschera, fu realizzato da Paul Iribe, la bottiglia invece, da Armand Rateau.

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Abito Lanvin al Metropolitan Museum of Art di New York

Dopo tanti anni, il pubblico ha imparato a riconoscere uno “Stile Lanvin”. Nonostante non mi sia mai dedicata ad un genere, né abbia mai cercato di evidenziare uno stile. Mi sono sempre sforzata, invece, per ogni stagione, di cogliere una certa atmosfera.., mi sono lasciata influenzare da quello che succedeva, e ho cercato di trarne, attraverso la mia visione personale, una realizzazione che desse corpo al fluire delle miei idee”. Questa sua dichiarazione fatta a Vogue nel 1945, dimostra tutta la modernità e la lucidità di questa grande artista. Ovvero riconoscere e rivendicare la libertà dello stilista, quella libertà di essere tutto e il contrario di tutto, rimanendo sempre se stesso. Apparentemente una delle cose più semplici, concretamente, invece, molto difficile da mettere in pratica.

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“Allure Lanvin”  di Beatrice Brandini

Adoro questa donna che ha raccolto e conservato tesori da tutto il mondo, sculture, libri, stoffe,  ricami, vestiti… Linfa vitale per cibare la propria anima e curiosità.

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Jeanne Lanvin ritratta nel 1930

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

 

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