Max Mara e il cappotto: eccellenza del Made in Italy, stile, garbo, qualità!

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Campagna Max Mara A/I 2013 -14 

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“Cappotti” di Beatrice Brandini

Voglio parlare di questa grande azienda e di questo splendido marchio, ovvero di chi con un capo di abbigliamento, IL CAPPOTTO, ha sancito il proprio stile, la propria popolarità, il proprio successo.

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Disegno di Beatrice Brandini, cappotti Max Mara

Mi piace parlare di Max Mara perché, senza troppo “rumore”, si è imposta nella scena nazionale ed internazionale, facendo di un oggetto da indossare, il Cappotto, un icona di stile. Qualità, funzionalità, eleganza, tutto questo è il cappotto, e non solo, di Max Mara.

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Linda Evangelista fotografata da Steven Meisel, campagna 1997

Parlo solo di ciò che mi piace, mi colpisce, incuriosisce…, non sono condizionata da sponsor o da pressioni, le ho sempre sopportate poco, figuriamoci in una creatura come questo blog in cui ho fatto della “libertà” (e passione) la mia prima regola. Pertanto se uso toni entusiastici, sono sempre e solo frutto di “Beatrice”, e di un riconoscimento a qualcosa o qualcuno che, sebbene come in questo caso, già consolidato e tangibile, mai sufficientemente espresso per il valore che ha realmente.

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Maggie Rizer fotografata da Richard Avedon Campagna 1998

Il marchio Max Mara nasce nel 1951 grazie ad Achille Maramotti (l’inizio del suo cognome  è lo spunto per la creazione del marchio), imprenditore illuminato che applicò il processo industriale alla sua azienda, anticipando quello che dopo alcuni anni diventò il prèt-a-porter, in un momento in cui le aziende tessili avevano un impronta e un processo esclusivamente artigianale. Già la madre aveva diretto scuole di taglio e cucito e la bisnonna, Marina Rinaldi (oggi linea per taglie forti), un atelier di alta sartoria.

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Cappotto/trench Max Mara, foto Patrick Demarchelier su Vogue USA,  2009

Achille Maramotti fu uno dei primi ad utilizzare il talento di importanti stilisti come Karl Lagerfeld, Luciano Soprani, Anne-Marie Beretta (creatrice del cappotto modello 101801,  una vera icona), Jean-Charles de Castelbajac, Franco Moschino, Dolce & Gabbana…,  per la realizzazione delle sue collezioni. Un uomo con la passione per l’arte, un mecenate moderno, che trasformò la vecchia e storica sede di Reggio Emilia, in Via Fratelli Cervi 66, in una fondazione d’arte, aperta al pubblico (Grazie!).

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Hilary Rhoda fotografata da Mario Sorrenti, campagna 2011

Max Mara però non è solo cappotti e capi spalla, negli anni è diventato total look, diversificando l’offerta in più linee, da Sportmax a Max & Co., da Marella a Marina Rinaldi, Pennyblack… vestendo, nel mondo, milioni di donne, con una presenza in più di 100 paesi, 2.200 boutiques, 100.000 capi prodotti all’anno, 5.000 dipendenti…

La peculiarità di Max Mara è quella di controllare direttamente ed internamente il completo ciclo di vita del prodotto, dall’ideazione, alla produzione, dalla distribuzione fino allo smaltimento.

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Mi piace molto citare anche che la fashion director, o fashion coordinator, la brava Laura Lusardi, è in Max Mara da moltissimi anni (credo più di 40!), testimonianza che l’esperienza, può talvolta fare la differenza, imprimendo ad un prodotto, marchio, azienda, una continuità, uno “stile”, che resiste al tempo e alle mode. In una dichiarazione di un po’ di tempo fa disse: “Max Mara è sinonimo di moda di qualità. Tessuto, volume, linea e vestibilità ne sono i caratteri. Ciò che ha fatto il successo dell’azienda è l’attenzione costante agli stili di vita che si rinnovano e cambiano. Il dottor. Maramotti vestiva la moglie del medico condotto. Max Mara oggi veste donne avvocato, dottore, imprenditrici a loro volta. Siamo rimasti al fianco delle nostre clienti mentre la loro vita (e il mondo) cambiava”.

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Eva Mendes (and Ryan Gosling) in Max Mara           Katie Holmes in Max Mara

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Kim Kardashians in Max Mara           Alexa Chung in Max Mara

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Alcuni capispalla pensati per Max Mara, di Beatrice Brandini

Il Cappotto, dicevamo, un classico senza tempo, capace di mettere d’accordo giovani e agè, classiche e fashioniste, nobili e manager, magre e rotondette…;  un capo fatto per durare, classico, made in Italy, creativo, concreto, impeccabile e soprattutto coerente…. Il fondatore, come i figli che stanno portando avanti concretamente ed egregiamente il lavoro del padre, fece della riservatezza un punto di forza, in un mondo, quello della moda, in cui spesso la voce alta e grossa, nonché la smania di protagonismo, è regola invece che eccezione… In poche parole un vero “Gentleman”  perché, come diceva Totò, “Signori si nasce!”…

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Maggie di Beatrice Brandini

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William Wegman “Polaroid 2001” per Max Mara in onore del cinquantenario dell’azienda

Max Mara hai reso un capo protagonista, il cappotto, sempre diverso eppure magicamente anche sempre uguale, perché nonostante una rinnovata creatività stagionale, una costante ricerca ai tessuti, la cura del dettaglio, le campagne pubblicitarie affidate ai più grandi fotografi del mondo…, il vostro segreto è stato ed è quello di rimanere voi stessi.

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

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