Pino Pascali: fuori dal coro!

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“Vedova Blu” opera di Pino Pascali, 1965

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“Vedo lontano” di Beatrice Brandini

Ho scoperto Pino Pascali molti anni fa grazie a un gallerista eclettico e lungimirante che me lo segnalò. Le prime cose che vidi erano bozzetti realizzati per la pubblicità, e, nonostante risalissero a molte decadi precedenti la mia rivelazione, erano incredibilmente moderni.

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Pino Pascali “Balena”

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Pino Pascali “Ricostruzione del dinosauro”, 1966

Con gli anni ho capito che ciò che rende speciale un artista (potremmo ampliare l’orizzonte parlando di musica citando Jeff Buckley o Lucio Battisti, di cinema con Fellini, d’interpretazione recitativa con Carmelo Bene, di moda con Saint Laurent o con Albini…) è la sua visione personale e netta e la sua capacità di essere moderno, anticipando una tendenza che può arrivare anche molti anni più tardi. Pino Pascali era esattamente questo!

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Pino Pascali “Labbra”, 1964

Nato a Bari nel 1935, si diploma a pieni voti all’Accademia di Belle Arti di Roma, inizialmente collabora come aiuto scenografo, grafico e pubblicitario creando personaggi e cortometraggi per alcune produzioni RAI. Esperienza formativa che influenzerà molto il suo linguaggio espressivo. Onnivoro sperimentatore di tecniche, talvolta alternative, come la plastica, il polistirolo, la lamiera, la cartapesta…, Pino Pascali è stato senza dubbio un artista audace, un talento straordinariamente creativo, un artista-personaggio poiché la vita dell’uomo e quella dell’artista si sono sempre compenetrate.

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Pino Pascali “Bachi da setola”

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“Il Dinosauro”, opera di Pino Pascali

Per lui realizzare piccoli disegni pubblicitari o grandi sculture, non faceva molta differenza e soprattutto non ne cambiava il senso, gioia e poesia si mescolavano, regalandoci opere di innegabile freschezza, contemporaneità, ironia.

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“Bachi da setola” 1968 opera di Pino Pascali

Giulio Carlo Argan: “la spazzola di plastica colorata non è esibita né utilizzata come spazzola, ma assunta come forma o struttura, sapendo che la struttura, in definitiva, non è altro che una intuizione di spazio e di tempo che gli uomini necessariamente immettono nelle cose che fanno…..(…) la fantasia di Pascali non ha nulla di arbitrario, di irrazionale (…) lo scopo ultimo di questo designer ribelle alle regole e della fabbrica, e che indubbiamente opera nelle posizioni più avanzate dell’avanguardia sperimentale, sia ancora il riscatto, contro l’inflazione dei segni e segnali della società dei consumi…”

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“Il suonatore di tuba” disegno di Pino Pascali, 1963

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Pino Pascali “Rinoceronte e Giraffa”

I lavori per la pubblicità, forse ancora poco noti al grande pubblico, hanno negli anni ricevuto il giusto riconoscimento, tanto da essere definiti, al pari delle altre sue opere pittoriche e scultorie, creazioni di indiscutibile creatività. Sdoganando il giudizio spesso snob da parte di critici e artisti che li definiva come collaborazioni di serie B. Pino Pascali lavorò per molti spot pubblicitari, il contenitore si chiamava Carosello, i colleghi erano Folon o Peynet per la grafica; i fratelli Taviani, Federico Fellini, Giuseppe Patroni Griffi… per la regia; Marcello Mastroianni, Nino Manfredi, Totò… per la recitazione.  Carosello era la trasmissione di maggiore successo in RAI e i suoi piccoli film pubblicitari raggruppavano le maggiori eccellenze al pari di un grande film.

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Pino Pascali “Omino cuccetta”, 1960

La grafica e la scenografia gli permisero di sperimentare e di esprimersi in piena libertà, probabilmente senza questa parte non ci sarebbero state le più grandi opere scultorie.

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Pino Pascali “Soldatini pronti fuoco”, 1964

E poi, perché Andy Warhol si può definire un genio con la sua scatola di pomodoro e non usare la stessa rilevanza per Pino Pascali con il suo Pulcinella per la Cirio?!

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Pino Pascali “Maschera totem”

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“Ragazza” Pino Pascali, collezione privata

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“Vedo lontano” di Beatrice Brandini

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Fondazione Pino Pascali – Museo Arte Contemporanea – Polignano a Mare. Lo scopo di questa Fondazione è la promozione della figura di Pino Pascali e la promozione e valorizzazione dell’arte moderna e contemporanea. Non è a scopo di lucro.

La Puglia oltre ad essere una bellissima regione (così come i Pugliesi), caratterizzata da un mare splendido, ha dato spesso i natali a personaggi d’immenso talento, uno di questi era senza dubbio Pino Pascali.

Ho letto alcuni libri su Pascali, per conoscere la sua vita ma soprattutto per capire l’artista e l’uomo. Tutte le testimonianze che ho trovato (da Renato Mambor a Paola Pitagora, da Carlo Frittelli a Sandro Lodolo..), sottolineano la sua grande sensibilità, aspetto importante che spesso, in personalità così forti, viene oscurato dal dinamismo, dalla vivacità, dall’energia.

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Pronte per il vernissage di Beatrice Brandini

Pino Pascali ha fatto moltissime cose importanti in poco tempo (scomparve prematuramente nel 1968 a soli 33 anni, per un incidente in moto), non oso immaginare quante ne avrebbe potute fare se fosse vissuto più a lungo. Ma in ogni caso la cosa più bella per un’artista è quella di lasciare un segno, una testimonianza che si tramanda di generazione in generazione, talvolta ispirandola. Già questo per me, potrebbe bastare per vivere una vita di totale pienezza.

Buona vita a tutti!

Beatrice

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