Marino Marini NO HEROS: IL maestro a Forte Belvedere

Veduta dell’allestimento a Forte Belvedere NO HEROES 

Fino al 16 ottobre il progetto espositivo Drama: Four Acts si arricchisce di un nuovo capitolo con la mostra No Heroes, dedicata ad uno dei protagonisti indiscussi del Novecento: Marino Marini.

Promosso dal Comune di Firenze e realizzato dalla Fondazione Mus.e, con il coordinamento scientifico del Museo Novecento e con l’ideazione di Sergio Risaliti, Drama: Four Acts ha inaugurato l’estate culturale di Belvedere Firenze attraverso un percorso che intreccia arte contemporanea, patrimonio storico e paesaggio. 

Marina omaggio a Marino Marini di Beatrice Brandini

Il progetto si sviluppa nell’arco della stagione estiva come un dramma in quattro atti, mettendo in relazione artisti e linguaggi di epoche differenti.

Fulcro della ricerca di Marino Marini è il celebre tema del cavallo e del cavaliere, affrontato dall’artista come metafora della condizione umana e del rapporto tra individuo, natura e storia. 

Veduta dell’allestimento a Forte Belvedere NO HEROES 

“L’accostamento con Paolo Canevari restituisce una lettura sorprendentemente attuale dell’opera di Marino Marini – afferma Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento. Nell’allestimento prevale un disegno drammaturgico che esalta il contrasto e pure una inversione dei contenuti. I soggetti subiscono una torsione di senso, per cui la Bagnante diventa una donna in lutto, un donna ai piedi di un calvario, una figura prostrata davanti all’ineffabile e al dolore rinforzando il contrasto tra vitalità e pessimismo, tra ironia e nichilismo, tra energia creativa e forze distruttive, potere e innocenza. Se Canevari pone lo spettatore di fronte alle contraddizioni e alle violenze del presente attraverso materiali industriali trasformati in immagini perturbanti, Marini racconta la stessa fragilità dell’uomo attraverso la forza senza tempo della scultura e le figure archetipiche del Cavallo e cavaliere e quelle della Danzatrice o del Prigioniero. Il dialogo tra i due artisti supera così la distanza cronologica e mette in luce una continuità di interrogativi sul destino dell’essere umano, sul conflitto e sulla disumanizzazione…

Veduta dell’allestimento a Forte Belvedere NO HEROES 

Dopo l’apertura della mostra personale di Paolo Canevari, God Year, il secondo atto vede protagonista uno dei più grandi maestri della scultura del Novecento. Con No Heroes,una selezione di cinque sculture in bronzo di Marino Marini entra infatti in dialogo con le opere di Canevari, dando vita a un allestimento di forte intensità emotiva e concettuale.

Veduta dell’allestimento a Forte Belvedere NO HEROES 

Se nelle opere degli anni Trenta le figure conservano un equilibrio monumentale e una misura classica, l’esperienza della Seconda guerra mondiale, quella dello sterminio e delle apocalissi nucleari, trasforma profondamente questo linguaggio. I corpi si irrigidiscono, le forme diventano spigolose, il cavallo si impenna fino a disarcionare il cavaliere come nella serie dei Miracoli. La perdita di equilibrio diventa così immagine della crisi dell’uomo moderno, travolto da una violenza che non riesce più a governare. Cavallo e cavaliere assolvono in fondo a una critica della nuova società tecnologica e industriale, oppressiva, disumanizzante, responsabile di conflitti sociali.

“Gli uomini hanno scoperto qualcosa che è più grande di loro, qualcosa che non riescono più a dominare, che diventa pericoloso per l’umanità, l’artista avverte tutto ciò come e cento volte più degli altri quindi diventa tragico, assolutamente tragico. Ecco perché le mie sculture sono forme selezionate, architetture di un’enorme tragedia. I cavalieri e il cavallo, nelle mie ultime opere, sono diventati strani fossili, simboli di un mondo scomparso, o piuttosto, di un mondo che io credo sia destinato a scomparire per sempre”. Marino Marini

Buona vita a tutti!

Beatrice

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