I piedi sulla testa, di Beatrice Brandini
Georg Baselitz : Gelbes Bein, Gamba gialla
Il Museo Novecento di Firenze, dal 25 Marzo al 13 settembre 2027, presenta la mostra BASELITZ. AVANTI!, un’esposizione dedicata a Georg Baselitz, protagonista indiscusso dell’arte contemporanea, realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista.
Due scorci del cortile del Museo del Novecento con la scultura monumentale 1965 di Georg Baselitz
La mostra, curata da Sergio Risaliti in collaborazione con Daniel Blau, riunisce centosettanta opere tra lavori su carta, dipinti, e sculture, e racconta più di sessant’anni di attività, di un’artista poliedrico e “sovversivo”, che lungo tutta la sua carriera artistica ha cercato di esprimersi attraverso un nuovo linguaggio, demolendo gli schemi di una pittura figurativa, rassicurante e comoda.
Baselitz in videoconferenza e immagini della conferenza stampa in cui vediamo Sergio Risaliti, il figlio di Georg Baselitz, Daniel Blau, l’assessore alla cultura del Comune di Firenze Giovanni Bettarini.
Daniel Blau
Il nucleo centrale della mostra è la produzione grafica, spesso trascurata ma altrettanto interessante, con la presenza di 150 opere su carta distribuite sui tre piani del museo.
Georg Baselitz: Orangenesser V. Mangiatore d’arance e Orangenesser III .Mangiatore d’arance
Baselitz ha sempre cercato un dialogo fra costruzione e distruzione, tra controllo e impulso, un pò come la natura dell’uomo, fatta di contraddizioni e messe in scena, convenzioni e istinto. Le sue celebri figure rovesciate, è la sua maniera di comunicarci e suggerirci un altro modo di vedere le cose, un’altra prospettiva . In una società che ci racconta e offre una visione sempre più omologata, un ideale di bellezza patinato e sempre più perfetto, l’arte di Baselitz irrompe sulla scena come un uragano, non vuole essere decorativa, rassicurante, vuole destabilizzare e offrire uno sguardo inquieto e critico sulla vita e sulla storia passata.
Scroci della mostra BASELITZ. AVANTI! Al Museo Novecento di Firenze
Cresciuto in una Germania devastata dalla guerra, aspetto che segna profondamente il suo lavoro, Baselitz mette in rilievo l’uomo e il suo corpo, ma non sono figure decorative e lineari, sono “sottosopra” e vogliono comunicarci che l’umanità può cadere in basso e rimanerne ferita.
Georg Baselitz: Römischer Grub. Saluto romano e Dresdner Frauen – Elke. Donne di Dresda
Georg Baselitz: Dreibeiniger Akt. Nudo a tre gambe e Sitzender. Uomo seduto
Baselitz non ha mai aderito a nessuna corrente artistica, la sua cifra è sempre stata quella di non omologarsi, creando una pittura che esprime l’inadeguatezza dell’essere umano, la sua solitudine e la sua fragilità. Forse il suo essere libero gli ha permesso di non sprecare energie creative, di non essere nostalgico, né banale, e di dirci che anche nella peggiore delle esperienze, bisogna andare avanti e superare la tragedia della vita. Probabilmente la miglior cura è la bellezza dell’arte, ciò che Baselitz ha certamente imparato e trasmesso a tutti noi.
Scorcio della mostra BASELITZ. AVANTI! Al Museo Novecento di Firenze.
Geor Baselitz: Der Wikinger. Il vichingo
Il Museo del Novecento dedica quasi tutti gli ambienti delle ex-Leopoldine a un’unica grande mostra monografica dedicata a Baselitz, visitatela perché è un’occasione imperdibile, sicuramente ne rimarrete profondamente incantati,.
Buona vita a tutti!
Beatrice

















