Gli Uffizi con le sue nuove straordinarie stanze dedicate a Caravaggio e alla pittura del seicento.

Caravaggio: Medusa, 1598 Olio su tela su scudo convesso. Firenze Galleria degli Uffizi

“Corallina” (particolare) di Beatrice Brandini

Lunedì 17 febbraio si sono inaugurate otto nuove sale all’interno del prestigioso Museo degli Uffizi, ala di Levante, dedicate a Caravaggio e alla pittura seicentesca.

Otto sale caratterizzate da nomi suggestivi come “Caravaggio: la Medusa”, “Caravaggio: il Bacco”, “Galileo e i Medici”, “Caravaggio e Artemisia”, solo per citarne alcune, ma decisamente suggestiva è la bellezza delle opere esposte.

Caravaggio: Bacco, Olio su tela. Firenze Galleria degli Uffizi

Artemisa Gentileschi: Giuditta che decapita Oloferne

L’attore principale è Caravaggio, protagonista assoluto della pittura seicentesca, personalità forte, geniale, passionale, colui che usò la luce in maniera rivoluzionaria, colui che usò soggetti “popolari” per giungere alla verità, colui al quale furono rifiutati dei capolavori perché ritenuti scandalosi e irriverenti; una vita tormentata, sempre in bilico fra legalità e illegalità, tra fama e povertà, tra protezione e pericolo.

Gerrit van Honthorst, detto Gherardo delle Notti: Adorazione del Bambino

Bartolomeo Manfredi: Carità romana

Non sono più così appassionata alla pittura antica, apprezzo invece il Novecento con tutti i suoi tumulti moderni, tuttavia riconosco, come tutti, i capolavori di Giotto, Piero della Francesca, Leonardo, Michelangelo, Botticelli, il Pontormo…, artisti dalla straordinaria tecnica e dalla rivoluzionaria visione. Ma da sempre, fra tutti, ho preferito proprio Caravaggio.

Quando da ragazza studiavo storia dell’arte, Caravaggio fu una folgorazione, il suo realismo drammatico, il suo testamento a favore degli umili (non dovrebbe esser la base della religione, la carità verso i reietti?), il suo rifiuto del bello manierato, tanto in voga nelle committenze dell’epoca, il suo costante e personale pensiero della morte, il rifiuto delle convenzioni…, mi sembrarono tutti aspetti anarchici e contemporanei, facendomi innamorare di questo innovativo artista.

   

Scorci delle nuove sale dedicate alla pittura del Seicento

Rembrandt: Ritratto di giovane

Gerrit van Honthorst, detto Gherardo delle Notti: Cena con suonatore di liuto

Peter Paul Rubens: Giulietta e Oloferne

Caravaggio: Incredulità di san Tommaso

L’unicità di Caravaggio è tuttavia la sua tecnica pittorica, un naturalismo tradotto nei soggetti e nelle atmosfere, nella mancanza d’illuminazione (la luce) che rende le sue scene drammaticamente teatrali; i volumi dei corpi, i volti, escono improvvisamente dal buio, focalizzando l’attenzione solo su di essi, sui soggetti dai quali lo spettatore non può esimersi di guardare.

   

Il sindaco di Firenze Dario Nardella e il direttore degli Uffizi Eike Schmidt al taglio del nastro all’inaugurazione delle sale dedicate alla pittura seicentesca e a Caravaggio

Caravaggio non inseguì mai un canone di perfezione, il bello dell’arte classica o dei grandi maestri rinascimentali come Michelangelo o Raffaello, a lui interessava la verità (nelle sue nature morte gli studiosi sono stati in grado di capire quale malattia avessero le piante rappresentate dall’artista); ecco la foglia secca, la frutta appassita, i santi che non sembrano santi. Caravaggio si serviva di soggetti, oggetti o scene a lui familiari perché solo così poteva raccontare la sua verità.

Caravaggio: Medusa, 1598 Olio su tela su scudo convesso. Lo sguardo mostruoso della Medusa mutava gli uomini in pietra, pertanto rappresentarla nello scudo per affrontare il nemico, era auspicare le migliori performance. Ma al di là dell’originalità del mezzo usato, la straordinarietà di questo dipinto è il realismo dell’espressione della Medusa, nonché l’uso rivoluzionario della luce/ombra, Caravaggio infatti trasforma la convessità dello scudo in apparente concavità.

Dopo la sua morte, Caravaggio fu dimenticato per secoli, è solo grazie ad alcuni uomini illuminati (come Roberto Longhi), che hanno saputo riprendere i fili di questa straordinaria vita, che l’opera di Caravaggio è stata riscoperta e ritenuta rivoluzionaria, una pittura come affermazione della verità, una pittura meravigliosa.

“Corallina” di Beatrice Brandini

Buona vita a tutti!

Beatrice

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