Araki a Siena: “Sensei” si nasce!

Foto Araki. “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala

“Modella Giapponese” di Beatrice Brandini

Dal 21 giugno al 30 settembre, Siena, presso il complesso museale di Santa Maria della Scala, ospita un’imperdibile mostra del maestro Nobuyoshi Araki:  Effetto Araki. L’esposizione, organizzata dal Santa Maria della Scala con il sostegno di Opera-Civita, è curata da Filippo Maggia.

   

Satchin an His Brother Mabo” (1963 – 1965). “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala

“Sentimental night in Kyoto” 1972.  “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala

   

Nudi.  “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala

In una cornice unica al mondo, quella di Piazza Duomo a Siena, la mostra raccoglie 2200 opere che Filippo Maggia ha selezionato in 50 anni di attività dell’artista, ripercorrendo la sua carriera dai primi lavori, come quelli del 1963 nella serie “Subway – Love” o “Autumn in Tokyo” (1973), a scatti realizzati appositamente per questa esibizione, come la raccolta “Araki’s Paradise”.

Foto Araki. “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala

Foto Araki. “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala

Molte serie non sono mai state presentate in Italia e in Europa. L’importanza di questa retrospettiva è proprio la sua originalità, un viaggio artistico e umano di questo grande maestro della fotografia.

   

Flowers. “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala

Ho apprezzato particolarmente questa mostra poiché svela un Araki più intimista ed emozionale rispetto all’Araki più conosciuto e discusso, ovvero quello noto al grande pubblico soprattutto per i nudi di donne giapponesi legate secondo la tecnica del kinbaku, il bondage giapponese. E’ un esibizione che svela il maestro Araki nella sua totalità e complessità, quella di un’artista che ha dedicato tutta la sua vita alla fotografia, unificando vita privata e pubblica in onore della sua grande passione, vivendo quest’espressione artistica come una  necessità.

   

“Araki’s Paradise, 2019. “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala

Scorcio della mostra  “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala

Si inizia con “Satchin an his brother Mabo”, (1963 – 1965) due ragazzini vicini di casa di Araki, una sorta di iniziazione alla fotografia da parte di un giovane Araki. “Subway of Love”, fotografie scattate (rubate) nella metropolitana di Tokyo, tra il 1963 e il 1972.

“Sentimental night in Kyoto”, sempre del 1972 , diario di una notte romantica a Kyoto vissuta con la sua adorata moglie Yoko. Araki ha qui rifotografato i negativi che noi vediamo come stampe positive. Una serie molto evocativa che svela i suoi protagonisti, avvolgendoli in un’aurea di mistero.

   

Foto Araki. “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala

“Gloves” 2019.  “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala

Polaroid  “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala 

“Sentimental Journey”, diario del viaggio di nozze di Araki e Yoko; dalle parole dello stesso curatore della mostra Filippo Maggia, forse il punto più alto e intenso mai raggiunto nella fotografia contemporanea. Un’emozionante e intimo momento della loro vita coniugale. “Sentimental Journey” è un simbolo del mio amore… l’amore è stato il punto di partenza della mia attività di fotografo..” Così scrive Araki nell’introduzione del volume Sentimental Journey. Ed è proprio questo il segreto che rende le sue fotografie uniche. I suoi scatti sono impregnati d’amore, sono passionali, vivi,  pulsanti. Un’attitudine che lo rende speciale e lo umanizza, in un mondo sempre più sterile e commerciale, anche quando si parla di arte.

“Sentimental Journey” . “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala 

   

Conferenza stampa della mostra “Effetto Araki. Siena, Santa Maria della Scala. Il sindaco di Siena Luigi De Mossi e Filippo Maggia

Tokyo è spesso lo scenario ideale per Araki, la crepuscolare luce della città, che l’artista cerca per tutta la vita, le sue parti nascoste e meno conosciute, “…un luogo che per me è come una tana, una madre che mi protegge”. Araki

Le foto dedicate all’arte del kinbaku sono solo un piccolo estratto della sua lunga produzione, molto preziose poiché segnalate dallo stesso artista, e si va dalle prime ambientazioni domestiche, quasi naïf, a quelle ambientate in grandi alberghi internazionali.

   

Flowers. “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala

Panorama da una delle finestre di Santa Maria della Scala

Fra le opere più belle quelle dedicate ai fiori, giganteschi e straordinari fiori nella loro massima espressione, una celebrazione della bellezza un attimo prima che inizi il processo di decadimento.

Foto Araki. “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala

“Death Reality” 1997.  “Effetto Araki”. Siena, Santa Maria della Scala

Interessante anche l’istallazione di centinaia di polaroid che rappresentano guanti bianchi “Gloves”, i guanti che usa il fotografo quando scatta, un modo per sottolineare la fragilità, e al tempo stesso la poesia, fra il fotografo e il suo prezioso strumento.

Il Maestro Araki

Ho qualche foto di Araki e mi pento molto di non averne acquistate di più in passato; sono contemplative ma anche seduttive, intimiste e provocanti, forti e delicate, malinconiche e vitali. Ecco credo che questo dualismo sia la vera essenza di Araki. Un artista straordinariamente sensibile.

Una bellissima mostra, assolutamente da non perdere.

Buona vita a tutti

Beatrice

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