BAUHAUS: gli artisti che inventarono il design nella scuola delle meraviglie.

Joost Schmidt poster per l’esposizione del 1923 a Weimar

“Astrid” di Beatrice Brandini

Nell’aprile del 1919, Walter Gropius fondò la più importante scuola d’arte del secolo: il Bauhaus, una vera fucina di idee che diede origine a capolavori, ma anche a piccoli oggetti comuni ancora presenti nelle nostre case, produzioni che sono all’origine dell’industria design.

Sono infatti tante le sedie su cui ci sediamo, tanti i tavoli su cui mangiamo, tante le case in cui viviamo o i quadri che ammiriamo, nati da questa scuola, o da incubazioni ed evoluzioni di idee elaborate a Weimar o a Dessau. Così come l’ origine delle cosiddette “arti applicate” quali grafiche, ceramiche, tappeti e perfino giocattoli.

Facciata della scuola realizzata da Walter Gropius

Lampada WG24 di William Wagenfeld, 1924

Teiera di Marianne Brandt 1925/27

La prima fase del Bauhaus si può definire più artigiana, quando la sede è a Weimar (1919 – 1925), successivamente si spostò a Dessau (1925 – 1932) dove la creazione diventerà più industrializzata. L’ultima fase è quella di Berlino dove Ludwig Mies van der Rohe, terzo direttore dopo Gropius e Hannes Meyer, cercherà di salvarla dai primi, ma già pesanti, attacchi nazisti.

Ma sarà la sede Dessau, città della Sassonia, ad essere quella più rappresentativa e nota, grazie anche al capolavoro di Gropius, un edificio le cui aule, i laboratori, gli uffici, erano caratterizzati da grandi vetrate, simbolo della rivoluzione del Bauhaus. Gli insegnanti che si alternarono qui furono fra i rappresentanti più importanti del teatro, dell’arte, dell’architettura, della grafica, del Novecento, nomi come Paul Klee, Kandissky, Oskar Schlemmer.

Poltrona tubolare Vasilij di Marcel Breuer

Johannes Itten Color Sphere, 1921

Gropius fece in modo che gli studenti più bravi, appena diplomati, fossero subito messi a capo dei laboratori. Come Marcel Breur, l’inventore dei mobili in tubolare d’acciaio piegato, che non solo sono entrati di diritto fra gli oggetti più caratterizzanti del secolo scorso, ma grazie alla loro immediata fama e fortuna commerciale, permisero alla scuola stessa di sopravvivere. Sua è la famosissima poltrona Vasilij (in onore di Kandiscky).

Wassily Kandinsky “On the Dances of Palucca”, 1926

Scacchi di Josef Hartwig

La grandezza di questa scuola è che gli oggetti nati nei suoi laboratori sono ancora attuali, fanno tendenza e continuano ad essere un’ispirazione per i designer di oggi e di domani. Parlo delle già citate sedie di Breuer, dei tappeti di Gunta Stölz e Monica Bella Bronner, delle lampade di William Wagenfeld, delle poltroncine di Josef Albers.

Culla progettata da Peter Keler nel 1922 (Teca)

Set di tavolini di Josef Albers, 1927

“La Bauhaus fu un’idea, e io credo che una delle cause dell’enorme influenza che esercitò su tutte le scuole progressiste del mondo debba essere ricercata appunto nel fatto che essa fu un’idea. Una tale risonanza non può essere conseguita con l’organizzazione, né con la propaganda. Solo un’idea ha la forza di diffondersi così ampiamente”.  Ludwig Mies van der Rohe

Bauhaus Performance Costumes

Oskar Schlemmer Bauhaus Performance, 1920

Tuta disegnata nel 1973 da Yamamoto per David Bowie  (Ziggy Stardust) , ispirata ai balletti Bauhaus

Quell’idea fu anche un esempio di democrazia, lo testimonia il fatto che dodici dei suoi docenti e allievi furono poi massacrati nei campi di sterminio nazisti. La destra tedesca ebbe un ruolo determinante nel porre fine a questo progetto, ostacolando i finanziamenti pubblici, ma soprattutto le commesse da parte dell’industria, vitali per la sopravvivenza della scuola. Grandi personalità come Einstein, Chagall, Kokoschka,  presero le difese della scuola senza tuttavia salvarla.

L’ispirazione Bauhaus nelle passerelle

L’ispirazione Bauhaus nelle passerelle

L’ispirazione Bauhaus nelle passerelle

   

L’ispirazione Bauhaus nelle passerelle

Sono sempre stata affascinata dall’estetica BAUHAUS, ero una ragazzina quando ho iniziato a vederla su libri d’arte o di arredamento, ed ha, ancora oggi, la stessa potenza, poiché rimane qualcosa di incredibilmente MODERNO. Ciclicamente, poi, la ritroviamo su passerelle od oggetti di vario genere, era pertanto doveroso capirne l’origine e soprattuto far sapere chi si celava dietro questa scuola delle meraviglie.

   

Schizzi estetica Bauhaus di Beatrice Brandini

Buona vita a tutti!

Beatrice

2 commenti su “BAUHAUS: gli artisti che inventarono il design nella scuola delle meraviglie.

  1. Ha fatto molto bene a riparlare della Bauhaus, decenni fa era molto di moda ma da un po’ se ne parla troppo poco. Inoltre sono davvero belli i Suoi schizzi e Le auguro di poterli realizzare presto.

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