Julia Krahn St. Javelin @Museo del Novecento – Firenze

 

“Zoya” di Beatrice Brandini

Julia Krahn St. Javelin 

In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, oggi il Museo del Novecento rinnova il proprio impegno contro la discriminazione di genere, attraverso il progetto ST. JAVELIN, una serie fotografica dell’artista Julia Krahn.

Julia Krahm. ST. Javelin Julia

In questo progetto a cura di Sergio Risaliti,  (il nome si ispira al missile Javelin, mandato in Ucraina in sostegno della resistenza, diventato simbolo di una Madonna protettrice) l’artista invita le donne ucraine rifugiate a raccontarsi attraverso immagini ed interviste.

St.Javelin è un’immagine nata e diffusa durante la guerra in Ucraina che raffigura la Madonna con in braccio un missile anticarro,  lo Javelin, simbolo della resistenza. In qualche modo è un’iconografia volutamente provocatoria perché ribalta totalmente l’immagine di Maria madre, ma, in questo modo, richiama, all’attenzione del mondo, agli orrori della guerra, della violenza e della morte.

Julia Krahn. ST. Javelin Mimose

Nel loggiato esterno del Museo del Novecento saranno installate dieci bandiere recanti i ritratti di donne ucraine rifugiate, portando con se un messaggio di resistenza e di pace.

Julia Krahn. ST. Javelin Marina

Una seconda installazione sarà realizzata nel loggiato interno al primo piano del museo, dove verra esposta la serie Die Taube, che presenta foto stampate su carta per affissione, come quelle pubblicitarie (l’affiches), che riprodurranno il tema dell’Ultima Cena.

Con questo progetto a Krahn non vuole giudicare l’assurdità di questa guerra, ma piuttosto mettere in evidenza le persone che la subiscono. Ed è così che questa istallazione diventa un urlo di dolore e un inno alla pace.

Credo che vada la pena visitarla raccogliendo quelle emozioni scomode che ti fanno “male” e che difficilmente si allontanano da te.

Una bellissima immagine di Julia Krahn

“Credo che la bellezza sia uno sguardo del cuore, l’ascolto richiede il silenzio assoluto e la felicità ha bisogno di un amico.” Julia Krahn

“Anastasiya” di Beatrice Brandini

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

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