Punk: cultura, moda e musica… la provocazione diventa “storia”

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Copertina singolo “God save the queen” dei Sex Pistols, 1977

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“Dee” di Beatrice Brandini

Nato come un movimento giovanile di rottura, provocatorio e molto critico nei confronti della società (metà anni Settanta), il punk ha influenzato molte forme d’arte, come la letteratura, le arti visive, la moda e la musica. Per questo è stato importante e continua ad esserlo.

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Immagini “tribù Punk” anni Ottanta,  Vivienne Westwood e Malcolm McLaren

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Foto Peter Lindbergh, 1982. Abito COMME de GARçON

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Foto di Satoshi Saikusa, 1994. Abito Gianni Versace

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Foto Juergen Teller, 1998.  Modella Kate Moss

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Foto David Sims, 2008. Abito Rodarte. Modella Daria Werbowy Il termine Punk definisce antropologicamente un gruppo di persone che, unite in genere per età, etnia, classe sociale…, tende a distaccarsi dal resto della popolazione, adottando uno stile di vita diverso, in genere anticonformista. Storicamente nasce come un movimento musicale tra Londra e New York intorno al 1976, per poi diffondersi ovunque. La musica è assordante, rozza (letteralmente punk significa di scarsa qualità) ed ha moltissime declinazioni, British Punk, Punk Rock, Street Punk …… protagonisti gruppi storici come i Ramones, i Sex Pistols o i Clash.

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Film “The PUNK ROCK”, 1978

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Foto David Sims, 2011. Giacca Chanel

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Foto Mert Alas & Marcus Piggott, campagna stampa Versace Fall 2012. Modella  Elza  Luijendijk

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Foto Tim Walker

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Foto Steven Meisel, 2013. Modella Frida Gustavsson

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Foto Mert Alas & Marcus Piggott, 2013. Modella Saskia de Brauw

Esteticamente forse è stato uno dei movimenti che più di tutti ha adottato forme e codici propri, contrapposti a tutto ciò che c’era o c’era stato. Abbigliamento, acconciature, decorazioni del corpo sono un modo per marcare la propria identità e comunicare un messaggio chiaro di disagio. Non a caso abiti di estrazione borghese, come la giacca o la cravatta, diventano  nelle mani dei punk qualcos’altro, si riempiono di spille o di borchie, in poche parole si “SPORCANO”.

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Foto Steven Meisel, 2013. Modella Edie Campbell

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Foto Mert Alas & Marcus Piggott, 2013. Modella Sasha Pirovarova

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Foto Mert Alas & Marcus Piggott, campagna Versace A/I2013-14. Modella Saskia de Brauw

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Foto Steven Klein, 2015. Copertina Interview, Kristen Stewart

Il piercing è nato con il punk, la spilla da balia che teneva le fasce dei neonati, o la lametta da barba, diventano armi che perforano la pelle, una chiara volontà di farsi male, masochismo, che significa contestazione. Infatti anche tutte le sue manifestazioni culturali, dalla musica all’arte, hanno sempre avuto un unico denominatore, una rabbia profonda che ciclicamente riesplode e si manifesta contro la situazione sociale ed economica del mondo. Per questo il Punk è, soprattutto oggi, molto attuale.

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Vogue China, foto David Slijper, modella Chiharu Okunugi

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Vogue China, foto David Slijper, modella Chiharu Okunugi Molti gli stilisti che hanno attinto dal Punk, quasi sempre tralasciando il suo valore simbolico (e la sua originaria potenza), a favore del puro codice estetico, spesso  facendolo diventare glamour, ovvero la negazione del messaggio iniziale.

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“Ispirazione Punk”, immagini sfilata Alexander Wang, A/I 2015-16

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“Ispirazione Punk”, immagini sfilata Philipp Plein, A/I 2015-16

Tuttavia è importante ricordare Vivienne Westwood (e non solo per il punk!) che, assieme al marito designer e manager dei Sex Pistols,  Malcolm McLaren, aprì un negozio alternativo e all’avanguardia, il famoso “Sex” in Kings Road a Londra. Gianni Versace, il primo in Italia  a riprendere il Punk e trasformarlo in modo sexy e iper femminile. Comme de Garçon, John Galliano, McQueen, fino a Philipp Plein o Alexander Wang dei nostri giorni.

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Ispirazione Punk Mood di Beatrice Brandini, 2013

Impossibile collocare il punk in un’unica realtà o corrente di pensiero, per questo la moda lo ha adottato e ne ha fatto uno dei suoi “cavalli da battaglia”….

Buona vita a tutti!

Beatrice

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