SUPERFLEX. There Are Other Fish In The Sea

Il cortile di Palazzo Strozzi con l’istallazione site specific SUPERFLEX. There Are Other Fish In The Sea. Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze

Venere di Beatrice Brandini

A Firenze, nel Cortile di Palazzo Strozzi, dal 14 aprile  al 2 agosto 2026, il collettivo danese SUPERFLEX  immagina nuove forme di progettare il mondo.

Momenti della Conferenza stampa 

La Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Hilary Merkus Recordati, presentano Thera Are Other Fish In The Sea, nuova istallazione site specific per il Cortile di uno dei palazzi più belli del mondo, Palazzo Strozzi.

Il collettivo SUPERFLEX, fondato nel 1993 daJakob Fenger, Rasmus Rosengren Nielsen e Bjørnstjerne Christiansen ,  è noto a livello internazionale per opere e progetti che ripensano al ruolo dell’arte in relazione alle dinamiche sociali, economiche e ambientali nei nostri giorni. Superare lo spazio costruito dall’uomo e per l’uomo, progettando modelli che pensano alle esigenze di altri organismi viventi.

Immagini del Cortile di Palazzo Strozzi con l’opera: SUPERFLEX. There Are Other Fish In The Sea

A cura di Alberto Galansino, Direttore Generale della Fondazione di Palazzo Strozzi, l’istallazione dialoga inconsuetamente, ma efficacemente, con l’architettura rinascimentale del Cortile, comunicando a noi spettatori, una profonda riflessione sulle trasformazioni ambientali del nostro tempo.

Pensando ad un futuro vicino in cui l’innalzamento del livello dei mari altererà irreversibilmente la vita dell’uomo, con There Are Other Fish In The Sea SUPERFLEX propone di considerare le specie marine come futuri abitanti delle nostre architetture . 

Una suggestiva immagine dell’istallazione There Are Other Fish In The Sea Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze

Uno scenario distopico , qualcosa che abbiamo visto mille volte nelle maggiori catastrofiche produzioni hollywoodiane , e che invece non è affatto lontano dalla realtà.

L’acqua elemento centrale dell’opera, ha anche una valenza metaforica poiché esattamente sessant’anni fa, Firenze fu colpita e sfregiata dall’alluvione del 1966. Un legame fra passato e futuro, fra un evento naturale tanto traumatico e un possibile scenario su ciò che potrebbe facilmente ancora accadere.

Dopo la presentazione alla stampa, sono rientrata a casa con mille pensieri (l’arte deve stimolare proprio questo), e un leggero senso di angoscia che non mi ha più abbandonato.

Due immagini dell’istallazione site specific SUPERFLEX. There Are Other Fish In The Sea. Immagine di destra Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze.

L’istallazione è molto bella e suggestiva, oltretutto potete visitarla attraversando il cortile, poiché è gratuita., ma allo stesso modo ti lascia un senso di smarrimento e una domanda ricorrente, quanto banale: Perché siamo arrivati a questo e perché l’uomo non comprende che il mondo sta cadendo a pezzi e si ostina a concentrare i suoi sforzi attraverso le guerre?

Buona vita a tutti!

Beatrice

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