“A Queer History of Fashion: from the Closet to the Catwalk”. The Museum at FIT NY.

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Copertina catalogo “A Queer History of Fashion: from the Closet to the Catwalk”, mostra al FIT di New York

2 Colette per blog

“Colette” di Beatrice Brandini

Al museo del FIT di New York c’era una mostra molto bella che si è conclusa proprio oggi, soprattutto per il valore e messaggio intrinseco della stessa: A Queer History of Fashion: from the Closet to the Catwalk… Dalla traduzione stessa della parola QUEER si può già capire molto. QUEER aggettivo per descrivere ciò che è bizzarro, curioso, strambo, originale, stravagante, eccentrico…., ma anche un sostantivo per dire gay, omosessuale…

Il temine Queer quindi come critica sociale verso chi tende a etichettare il genere umano.

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La moda è tutto questo, la moda gioca sulla sua eccentricità, sulla curiosità che genera nelle persone e soprattutto nel loro desiderio di possederla, nell’originalità, cercando di essere sempre nuova e diversa, da stupire e far parlare di se…., ma la moda è anche fatta soprattutto dai suoi protagonisti, incredibili creatori, molto spesso omosessuali.

La prima riflessione che mi pongo è perché in questo contesto i gay sono “accettati” (parola orribile ma esaustiva), così come in tutti i contesti creativi, mentre fuori, nella vita di tutti i giorni spesso devono ancora nascondere la propria identità, per paura di non essere accolti,  per paura di ferire famiglie non ancora pronte, per paura di non avere le stesse opportunità di una persona etero.

4 Queer_Gaultier_cones   5 Queer_Versace_bondage   6 Queer_McQueen

Manichini ed immagini in mostra, Gaultier 1984, Versace 1992 e  McQueen 2010 

La seconda è quella relativa al fatto che la diversità, intesa come ciò che non è uguale a noi, è, e deve essere, uno stimolo, un occasione, un ispirazione a qualcosa di nuovo.

La curatrice della mostra, Valerie Steele (insieme a Fred Dennis), nonché direttrice del Fashion Institute of Technology, ha sottolineato come per molti anni i gay sono stati nascosti dalla storia. Essa dichiara: ”Riconoscendo l’influenza storica di stilisti gay,  e sottolineando l’importanza del ruolo della moda all’interno della stessa comunità, vediamo come la cultura gay è stata centrale per la creazione della moda moderna….”

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Esposizione “A Queer History of Fashion: from the closet to the catwalk”

La mostra infatti esplora tre secoli di moda, bellissima, attraverso la cultura gay e lesbica, attraverso l’androginia, il dandismo, la trasgressività, mondi street e underground, rilevando come una corrente eccentrica e per questo disprezzata, ha dato poi vita ad una tendenza anticipatrice nella moda e nel costume quotidiano.

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E ancora si parla di stile dandy, di quello garçonne…,  correnti estetiche che hanno liberato la donna, ridisegnando un genere femminile sociale e culturale.

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Abiti in mostra

La mostra raccontava la moda attraverso Balenciaga, Dior, Saint Laurent ma anche McQueen, Gaultier, Versace. Un percorso di costume ma anche storico e sociale, con fatti salienti come la rivolta di Stonewall durante la quale gli omosessuali sono usciti “out to the closet” (closet armadio ma anche sgabuzzino!), l’AIDS, con un omaggio a stilisti uccisi da questa terribile malattia, la tradizione sartoriale degli abiti per matrimoni egualitari…

Le creazioni scelte sono ovviamente tutte rivolte a rappresentare una donna teatrale, sensuale e appariscente.

Ma la cosa più “grande” di questa mostra è secondo me il suo messaggio, rendere omaggio a stilisti gay del passato come pretesto per incoraggiare le persone a tollerare e speriamo abbracciare la diversità.

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

2 commenti su ““A Queer History of Fashion: from the Closet to the Catwalk”. The Museum at FIT NY.

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