Stili a confronto – Prima Parte: Gucci VS Prada.

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Veruschka, foto da Henry Clarke (Condé Nast Archive). Naomi foto di Steven Meisel, campagna Prada F/W 1994

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Gucci e Prada, “Icon dress” di Beatrice Brandini

Gucci e Prada sono due marchi di moda che rappresentano lo stile e il lusso, ma anche il prestigio, l’eccellenza, la tradizione del Made in Italy. Due stili molto diversi che hanno saputo creare alcuni accessori diventati vere icone, trasformando il proprio brand/logo in un inconfondibile marchio di fabbrica, eletto a status da tutto il mondo, anche da quello meno fashionista.

Gucci nasce a Firenze nel 1921, il primo negozio ad opera del fondatore Gucci Gucci (da qui l’incrocio “magico” delle due G) è un negozio di selleria nel cuore della città. Si può invece datare l’inizio di Prada nel 1971 (anche se in realtà la nascita è del 1913 ad opera di Mario Prada che apre un negozio nella prestigiosa Galleria Emanuele a Milano), quando Miuccia Prada entra nell’impresa di famiglia, trasformando un classico marchio di pelletteria in qualcosa di unico, in cui il suo tocco personale (supervisiona tutto, dall’abbigliamento al beauty, dagli accessori alla raccolta per la Fondazione) lo rende individuale, anticonvenzionale, praticamente “diverso” da tutto il resto.

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Prada campagna stampa P/E 1994, Christy Turlington, foto Peter Lindbergh

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Prada campagna stampa A/I 1995, Kristen McMenamy, foto Peter Lindbergh

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Prada campagna stampa A/I 1996, Esther De Jong, foto Glen Luchford

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Prada campagna stampa A/I 1998, Angela Lindvall, foto di Norbert Schoerner

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Prada campagna stampa A/I 2004, Gemma Word, foto Steven Meisel

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Prada campagna stampa PE 2008, Sasha Pivovarova, foto Steven Meisel

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Prada campagna stampa P/E 2013, Sasha Pivovarova e Raquel Zimmermann, foto Steven Meisel

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Prada campagna stampa P/E 2014, foto Steven Meisel

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Prada campagna stampa A/I 2014, Mica Arganaraz, foto Steven Meisel

La rinascita di Gucci si deve soprattutto agli anni Novanta quando l’accoppiata Tom Ford e Domenico de Sole, rispettivamente creatività e business, riportano Gucci al glamour Hollywoodiano perduto per molti decenni. In quegli anni è molto facile vedere famosi personaggi con qualcosa di Gucci (Madonna fra tutti), nei videoclip, nei red carpet, nei  patinati redazionali di tutto il mondo…. Grazie anche ad un estetica molto sensuale (che si sposa con i gusti di quegli anni), a campagne pubblicitarie che lasciano molto poco all’immaginazione (molte ad opera del grande Mario Testino), a delle sfilate inconfondibilmente sexy (fondi neri, smokey eyes, modelle belle e consapevoli). Per me Gucci è un vestito di perline che ho indossato un ultimo dell’anno sentendomi una piccola principessa (lo stesso fu portato magnificamente anche da Gwyneth Paltrow e da Kate Moss…, che responsabilità!).

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Gucci campagna stampa A/I 1995, Amber Valletta, foto Mario Testino

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Gucci campagna stampa P/E 1996,  foto Mario Testino

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Gucci campagna stampa A/I 1996, Giorgina Grenville, foto Mario Testino

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Gucci campagna stampa A/I 1999, Jacquetta Wheeler, foto Mario Testino

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Gucci campagna stampa A/I 2002, Natalia Vodianova foto Mario Testino

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Gucci campagna stampa A/I 2004, Daria Werbowy, foto Mario Testino

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Gucci campagna stampa A/I 2014, Karmen Pedaru, foto Mert Alas & Marcus Piggot

Per Prada bisogna invece parlare dell’effetto “Miuccia”, ovvero colei che più di altri ha saputo coniugare tradizione e innovazione, cultura e arte con marketing e grandi strategie commerciali, facendo della propria azienda un impero con più di sette milioni e mezzo di articoli prodotti ogni anno. Per me Prada significa un vecchio zaino di nylon nero che mi regalai con i primi guadagni.., se ci penso ero fierissima di quell’accessorio, finalmente si sdoganava la borsa giorno/sera, quello zaino si poteva indossare con qualsiasi cosa. La vera “novità” fu come un materiale fino a quel momento “povero”, il nylon, improvvisamente diventò di lusso e assolutamente un “must have”. Da qui credo sia iniziato il successo di questo marchio, rendere il consueto inconsueto, il prevedibile imprevedibile, il banale originale.

Borse vintage

Borse vintage Prada e Gucci

Alcuni capi iconici di Gucci interpretati da Beatrice Brandini

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Parlando di stile i due marchi non potrebbero essere più distanti. Gucci ha infatti mantenuto negli anni un fil rouge con il suo passato, creando uno stile moderno ma in qualche modo sempre fedele al proprio DNA, alle proprie origini e soprattutto ai propri simboli (la tela personalizzata con la G incrociata, il bambù con la bamboo bag, la Jackie bag, la fantasia Flora, il gros grain verde-rosso-verde, i morsetti dei mocassini e degli accessori…); contando, come pochi altri, su una serie di celebrities come Grace di Monaco, Jacqueline Kennedy, Alain Delon, David Niven, Elizabeth Taylor…, molto tempo prima dei selfie e dei red carpet, facendo del glamour il suo punto di forza. Prada invece ogni stagione rimescola le carte (sono convinta che se potesse farlo lo farebbe in un tempo molto più breve!). E’ quasi una ricerca ossessiva del nuovo e della novità,  anche quando la ricerca parte da un capo/tessuto/oggetto scovato in un mercatino delle pulci, il risultato è completamente originale. L’estetica di Prada è questa, non compiacente, DIVERSA, talvolta al confine fra il buon e cattivo gusto, nel senso di eccessiva (ma non ridondante e MAI volgare), eccentrica, quasi snob nell’accoppiamento di materiali e colori, fantasie che si sovrappongono ma che alla fine risultano perfette. Chiunque provasse lo stesso esercizio farebbe probabilmente un disastro, Miuccia Prada no.

Alcuni capi iconici di Prada interpretati da Beatrice Brandini

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Nonostante queste “preziose differenze”, sia Gucci che Prada sono l’espressione più alta del Made in Italy (anche se Gucci, ahimè da molto tempo, non è più italiano), nel senso più puro e profondo del termine. Creatività, fantasia, artigianalità, lusso, sogno, bellezza e tanto tanto lavoro dietro a quei magnifici prodotti che ammiriamo nelle vetrine di tutto il mondo.

Buona vita a tutti!

Beatrice

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