Alessi: il DESIGN nel DNA

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Il mio piccolo mondo Alessi ……

“Hair design” di Beatrice Brandini

La storia di Alessi è la testimonianza di un’altra eccellenza italiana in fatto di design. Nata nel 1921, in quasi un secolo di storia ha saputo evolversi, mantenendo però un sostanziale punto fermo: trasformare un prodotto quotidiano in qualcosa di magico, ludico, creativo, senza dimenticare la sua funzionalità.

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Alessi, grande bollitore con fischietto di Richard Sapper (1982)

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Alessi, caffettiera “9090” di Richard Sapper (1982) vincitrice del XI Compasso d’oro

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Alessi, caffettiera “La conica” di Aldo Rossi (1983)

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Alessi, bollitore con l’uccellino e altri oggetti di Michael Graves (1980-1990)

In origine fu Giovanni Alessi ad acquistare un terreno ad Omegna e a fondare , insieme al fratello,  l’officina meccanica FAO (Fratelli Alessi Omegna). Ossessionato dalla qualità e dall’estetica, i suoi prodotti in ottone e alpacca diventarono ben presto conosciuti e apprezzati. Tuttavia sarà il figlio Carlo, disegnatore industriale, a progettare prodotti fino al 1945, dando vita a quello che potremmo definire “l’alba del deisgn italiano”.

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Alessi, oliera di Achille Castiglioni (1984)

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Alessi, cestino progetto King Kong (Stefano Giovannoni e Guido Venturini), (1998)

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Alessi, spremiagrumi “Jucy Salif” di Philippe Starck (1990)

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Alessi, scola verdura “Max-le-chinois” di Philippe Starck (1990)

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Alessi, Bollitore “Pito” di Frank Gehry (1992)

Negli anni Cinquanta inizia la collaborazione con designer esterni, i primi sono Carlo Mazzeri e Luigi Massoni, i quali creeranno oggetti casalinghi ad alto contenuto estetico, in poche parole sarà la nascita del “casalingo d’autore”. Nel 1957 tre oggetti di Alessi, un secchiello per il ghiaccio, delle pinze e uno shaker sono selezionati per la XI Triennale di Milano. E’ la prima volta di Alessi in un museo, non sarà l’ultima .

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Alessi, 100% Make Up progetto di Alessandro Mendini (1992). Cento autori si sono cimentati su di un unica forma di partenza. Meravigliosi vasi numerati, da collezione.

Nel 1970 entra in azienda Alberto Alessi, nipote del fondatore. Con lui arrivano Ettore Sottsass, Richard Sapper, Achille Castiglioni, Alessandro Mendini, Aldo Rossi, Philippe Starck, etc.,  facendo diventare Alessi una delle Fabbriche più importanti del Design Italiano, un po’ come una “Fabbrica dei Sogni”, come da sua stessa ammissione. Alberto capisce, forse più di altri, che un oggetto deve emozionare chi lo acquista, ma soprattutto, trattandosi di utensili, chi lo usa quotidianamente. 

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Alessi, cavatappi “Anna G” di Alessandro Mendini (1994)

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Alessi, cavatappi di Alessandro Mendini

Ettore Sottsass disegna per Alessi una serie di oliere, le “5070”, piccole architetture da tavola, tra gli oggetti più importanti della produzione Alessi.  Alessandro Mendini ha progettato il Museo Alessi e altri lavori di architettura,  oltre a tanti oggetti, fra i quali è fondamentale citare il cavatappi “Anna G”. Achille Castiglioni progetterà il primo servizio di posate prodotto da Alessi. Michael Graves progetta il bollitore “9093”, inconfondibile icona degli anni ’80, con il fischietto a forma di uccellino rosso. Aldo Rossi disegna caffettiere splendide come “La conica”. “La cupola” e “Ottagono”. Philippe Starck un altro oggetto entrato nell’immaginario collettivo, lo spremiagrumi “Juicy Salif”, a forma di ragno. Oggi ci sono i fratelli Campana, Piero Lissoni, Toyo Ito, Marcel Wanders e moltissimi altri.

Nel 1998 è stato inaugurato il Museo Alessi nella sede storica di Crusinallo di Omegna, questo museo assolve la duplice funzione di archivio storico e collezione.

I designer sono “obbligati” a capire prima degli altri i cambiamenti dei tempi e della società, creando oggetti che, prima di essere acquistati, devono estasiare, evocare e sorprendere; Alessi ha assolto questo compito, dato vita ad una sorta di mecenatismo creativo,  giocoso e brillante.

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Alessi, “Magic Bunny” di Stefano Giovannoni (1998)

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Alessi, “Magic Bunny” di Stefano Giovannoni (1998)

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Alessi, imbuto “Pino” di Stefano Giovannoni (1998)

Ecco credo che questa sia la prerogativa principale di questa grande azienda, ovvero quella di aver creato (continuando a farlo), oggetti belli, durevoli, ma soprattutto PIACEVOLI. Si può spremere un limone e pensare di appoggiarsi su un ragno; travasare un liquido sorridendo a Pinocchio, prendere un cotton fioc dalla testa di un extraterrestre, o uno stuzzicadenti strizzando l’occhio ad un coniglio. La vita può essere meno seria e più leggera anche grazie ad un cavatappi!

Sono molti anni che amo gli oggetti Alessi, li regalo spesso (sempre a Natale!) e vorrei che diventassero una sorta di collezione, anche per “tramandarli” alle future generazioni. Sarà il fascino del design e dei loro protagonisti, sarà che Alessi è riuscita a creare questa desiderabilità con un prodotto “accessibile”.  Sono felice che sia una azienda italiana a suscitare queste belle emozioni.

Buona vita a tutti!

Beatrice

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