Arcimboldo e Galliano: quando la creatività diventa un irresistibile “sana pazzia”.

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Arcimboldo “Vertumnus” . John Galliano particolare sfilata Maison Margiela, alta moda.

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“Delizia” di Beatrice Brandini

Fin da bambina, ed è facile capirne il perché, sono sempre stata affascinata, stupita e a volte un tantino turbata dalle “Teste Composte” di Giuseppe Arcimboldo. Ritratti grotteschi formati da oggetti o elementi (libri, frutta, fiori, uccelli…) che uniti  insieme formavano un volto, spesso il ritratto del personaggio o soggetto rappresentato.

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“Il cameriere” e “L’ortolano” di Giuseppe Arcimboldo

Arcimboldo è stato un artista originale, unico, capace di creare un genere nuovo (siamo nel primo Cinquecento)  fra il sogno e il fantastico, con rimandi esoterici, alchimistici e naturalistici.

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“Flora”  e “Acqua” di Giuseppe Arcimboldo

Nato a Milano da una famiglia aristocratica, poco più che ventenne si dedicò alla pittura, iniziando in modo impegnativo ed importante, ovvero alla realizzazione dei disegni preparatori, i cosiddetti cartoni, che sarebbero serviti per le vetrate del duomo di Milano. La sua fama si consoliderà in Austria alla corte del principe (poi imperatore) Massimiliano II d’Asburgo. Tornato in patria continuò a lavorare per grandi committenti, godendo di fama e ricchezza fino alla sua morte avvenuta in maniera tragica e misteriosa (fu assassinato), nel 1593.

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“Autunno” e “Vertumnus” di Giuseppe Arcimboldo

Nei secoli successivi fu dimenticato, si deve arrivare fino al XX secolo, con l’avvento del surrealismo e del suo codice “irregolare”, per beneficiare della sua riscoperta.

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“Il Libraio” di Giuseppe Arcimboldo

Ma Arcimboldo è stato davvero grande, nel codificare un genere assolutamente personale, ma soprattutto perché quelli che sembrano semplici ritratti grotteschi, sono in realtà la ricerca ossessiva del significato enigmatico delle cose. Nei suoi “volti” c’è inquietudine, non c’è niente di ludico, come una prima e superficiale lettura potrebbe far credere, ma il disordine della natura, la continua (ahimè attualissima) lotta/sfruttamento fra uomo e natura stessa.

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Immagini sfilata alta moda Maison Margiela, collezione creata da John Galliano

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Particolare sfilata alta moda Maison Margiela, collezione creata da John Galliano

Quando ho visto che John Galliano, arruolato come direttore creativo per la Maison Margiela (intelligentemente acquistata alcuni anni fa dal patron della Diesel Renzo Rosso), si è ispirato ad Arcimboldo per la sua prima sfilata dopo il “necessario” esilio, sono rimasta positivamente colpita. Ennesima prova del grande talento di Galliano, nonché della sua fame di stimoli capaci di creare veri capolavori.

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Immagini sfilata alta moda Maison Margiela, collezione creata da John Galliano

Creature fantastiche che sembravano uscire dai quadri di Arcimboldo, conchiglie o soldatini a decorare i capelli, lattice per altissime scarpe, pizzo, tulle, decori. Ventiquattro capi di alta moda, realizzati in pochissimo tempo (Rosso ha chiamato Galliano solo nel’ Ottobre scorso), ma di magistrale bellezza e perfezione. Margiela era definito il creatore invisibile, colui che non si è mai esposto sotto i riflettori (nessuno, o quasi infatti, ne conosce l’ identità), contrariamente a Galliano, ed è la prima grande differenza dei due talentuosissimi e dissimili designers. Forse anche per questo Galliano ha “usato” Arcimboldo e le sue creature grottesche e caricaturali (per la teatralità, la “burla” e la “pazzia”—)

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Immagini sfilata alta moda Maison Margiela, collezione creata da John Galliano

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Immagini sfilata alta moda Maison Margiela, collezione creata da John Galliano

Ma poi ho pensato che la scelta di Galliano non fosse solo frutto dell’ammirazione per il “bizzarro” artista, ma che in qualche modo potesse essere legata anche alle sue ultime vicende personali. Forse la poetica della “spazzatura” come codice estetico, il cibo nei ritratti di Arcimboldo, non potrebbe avere attinenza con la “spazzatura” al quale è stato costretto negli ultimi anni dalla stampa e dai media? A torto o a ragione (gravi furono le sue affermazioni, ma chi nella vita non sbaglia? soprattutto quando la mente è stanca e non del tutto lucida…), il licenziamento da Dior, i giudizi e l’uscita dalla porta secondaria, sembrano ricordi lontani. La vita a volte perdona e restituisce, ed è un bene quando va al servizio del talento e di chi può beneficiarne.

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Composizione naturale di Beatrice Brandini, ispirazione Arcimboldo

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“New Couture” di Beatrice Brandini

Bentornato John e grande Arcimboldo che ha saputo ispirarti nella tua rinascita.

Buona vita a tutti!

Beatrice              

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