Buon Compleanno Barbie, settant’anni da Star!

“Barbie Bowl” limited edition

“Barbie” di Beatrice Brandini

Il successo della bambola Barbie si può attribuire a innumerevoli fattori, ma credo che fra tutti ci sia il fatto che questa rivoluzionaria bambola rappresenti una donna libera e indipendente, con la capacità di essere leggera, divertente, bella, ma anche sicura di sé,  interprete delle trasformazioni estetiche e culturali che hanno caratterizzato metà del secolo scorso.

Barbie del 1959, edizione speciale

Barbie celebra una decade, di Beatrice Brandini

Barbie celebra una decade, di Beatrice Brandini

Barbie celebra una decade, di Beatrice Brandini

Barbie celebra una decade, di Beatrice Brandini

Barbie celebra una decade, di Beatrice Brandini

Nata nel Wisconsin nel 1959, il vero nome della Barbie era inizialmente Barbara Millicent Roberts, poiché la sua inventrice, Ruth Handler, vedendo sua figlia (Barbara) giocare con bambole di carta (spesso attrici ritagliate da giornali), si accorse che inventava storie dando ad esse una connotazione più adulta; fu così che propose l’idea al marito, Elliot, proprietario insieme al socio Harold Matson della fabbrica di giocattoli Mattel (acronimo dei due nomi dei suoi fondatori: Matson e Eliott), tutto il resto è storia.

Si stima che si vendano tre Barbie al secondo, con una cifra totale che si aggira già sul miliardo di pezzi venduti nel mondo.

Barbie di Andy Warhol, ritratto commissionato dalla Mattel nel 1986, custodito nella sede californiana della Mattel

Barbie diventa opera d’arte

Si capisce subito che il destino di Barbie non poteva che essere costellato di successi. La bambola debutta alla fiera del giocattolo a New York, accompagnata da una campagna pubblicitaria televisiva senza precedenti. Nel giro di pochi mesi venderà più di 350mila esemplari, con abiti e accessori proposti separatamente. 

Un’idea rivoluzionaria, anche se Lilli, una bambola prodotta in Germania dal 1955 che ricordava Brigitte Bardot, aveva già in parte le caratteristiche della Barbie, ovvero era in plastica, aveva fattezze adulte, ed era alta 29,5 cm. Per questo gli Handler acquistarono il suo brevetto e nel giro di alcuni anni ne perfezionarono l’aspetto fino a quello che diedero alla loro Barbie.

   

Claudia Schiffer fotografata da Ellen von Unwert per Vogue Italia, 1994

Probabilmente da questo servizio, nasce una Barbie dedicata a Claudia Schiffer prodotta da Mattel.

Barbie e la moda

   

Sfilata di Moschino con la direzione artistica di Jeremy Scott

La prima apparizione della Barbie è quella con il costume da bagno zebrato e tacchi, un’immagine molto glamour e moderna. Da lì non si contano gli outfit dedicati, incoronandola un icona di stile per bambine (e mamme!). Dal suo debutto, alla fine degli anni cinquanta fino ad oggi, molti gli stilisti che si sono prestati per crearle degli abiti, molti i designer della Mattel che hanno realizzato decine e decine di guardaroba con accessori coadiuvati, proprio come se si trattasse di collezioni sviluppate per maison di moda.

   

#MoreRuleModels

Adwoa Aboah,  Naomi Osaka,  Yara Shahidi con le loro Barbie

Con il termine Barbie si definisce una donna bella, quasi perfetta, e, nonostante negli ultimi anni sia stata spesso vittima di controversie e critiche (non sempre l’atteggiamento “politicamente corretto” è pertinente), credo che la Barbie non sia affatto un modello negativo per le bimbe che la amano incondizionatamente. Innanzitutto negli ultimi anni con #MoreRuleModels si propone un modello femminile molto importante, ovvero quello della donna protagonista di qualsiasi cosa essa decida di fare.  Introducendo le ragazze a storie di donne di ogni ceto sociale, come un modello di riferimento per qualcosa di straordinario raggiunto. Donne incredibili che la Mattel ha onorato con una bambola a loro somiglianza. Come quella dedicata alla tennista Naomi Osaka, all’attrice, modella e attivista Yara Shahidi, alla supermodel e attivista Adwoa Aboah, all’artista  Chen Man, ecc. ecc.

Barbie in un’immagine vintage

“Star” di Beatrice Brandini

La filosofia che ruota intorno alla Barbie ha fatto sì che le bambine potessero immaginare di fare ciò che desideravano. Con Barbie ogni donna ha sempre saputo di avere infinite possibilità. Tutto è possibile” . Ruth Handler.

Mi sembra il miglior auspicio che si possa augurare ad una donna…

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

 

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