Emilie Flöge fashion designer ante litteram, sorprendentemente libera

Emilie Flöge e Gustav Klimt

“Emilie” di Beatrice Brandin

Ci sono donne che lasciano un segno profondo anche se la loro fama non è così popolare come l’influenza che hanno generato nella loro esistenza. Emilie Flöge era una di queste.

Emilie Flöge

Emilie Flöge è stata un’artista, una musa, soprattutto una donna fuori dagli schemi, vissuta a cavallo del XX secolo nella Vienna della fucina artistica di Wiener Werkstätte.

Emilie Flöge

Emilie Flöge desiderava sopratutto essere una donna indipendente, diventa infatti imprenditrice di successo, aprendo un atelier che dirigerà, insieme alla sorella Helene, per più di trent’anni.  Presto vestirà tutta l’aristocrazia viennese, farà dei viaggi a Parigi dove vedrà la moda di Coco e Christian prima che diventassero rispettivamente Chanel e Dior.

Rivoluzionaria nella sua produzione di abiti, per foggia e stampe, vestiti che si indossavano senza corsetto (una rarità per l’epoca) e che liberarono la donna rendendo la sua silhouette e la sua quotidianità più libera e agile.

“Il bacio” di Gustav Klimt 1907-1908

Con Klimt ha un rapporto speciale che durerà tutta la vita, l’artista la ritrae anche in diversi dipinti. Un rapporto privilegiato e aiutato anche dal fatto che il fratello di Klimt, Ernest, sposò la sorella di Emilie, Helene.

Molti critici ritengono che la donna inginocchiata nel capolavoro di Klimt Il bacio, sia proprio Emilie, una sorta di testamento del loro amore. Nel letto di morte (Klimt aveva vent’anni più della Flöge), il grande artista chiese di vedere Emilie per l’ultima volta “portatemi Emilie”… era quella l’ultima immagine che voleva vedere prima di andarsene.

Emilie Flöge

Klimt disegnerà anche alcuni abiti per il salone Flöge, in stile razionale, stile promosso dal movimento femminista, e la introdurrà nel suo stesso giro di clienti, quelli dell’aristocrazia e della classe dirigente viennese. Al momento della sua morte, nel 1918, Klimt lasciò a Emilie la metà del suo patrimonio. Nonostante questo Emilie continuerà la propria attività nel suo atelier. Tuttavia non si sposerà mai e in una stanza chiamata “la stanza di Klimt” conservò il suo cavalletto, la sua collezione di abiti decorati, le sue camicie e centinaia di disegni. Alla fine della seconda guerra mondiale la sua casa prese fuoco distruggendo la sua collezione di abiti ma anche oggetti e opere appartenute a Gustav Klimt.

Emilie Flöge

Nel suo ritratto del 1902 Klimt la ritrae con occhi assenti, malinconici, straordinariamente imponente. Per la prima volta ritrae una donna ingioiellata, consapevole della sua seduzione, questo ritratto è l’anima di una donna intraprendente e sincera, l’essenza del loro rapporto, amanti, amici, solidali e partecipi, reciprocamente ispiratori l’uno dell’altra.

   

   

Alcune immagini da passerelle in cui è visibile l’ispirazione da Emilie Flöge e Klimt

Nonostante abbia lottato fino alla fine per preservare il suo atelier, nel 1938 alle porte della della seconda guerra mondiale (era giù “sopravvissuta” alla prima), chiude definitivamente il suo atelier. Si spenge nel 1952, in maniera silenziosa, quasi dimenticata. 

Ritratto di Emilie Flöge di Gustav Klimt, 1902

E’ invece importante ricordare questa straordinaria figura di donna che tanto ha influenzato la moda. Una figura femminile moderna che amava e difendeva ciò che faceva. A me piace Emilie per la sua artisticità, per il suo talento, ma soprattutto per la sua modernità. Se prendiamo le foto che la ritraggono non possiamo non notare la sua modernità, la sua fierezza; le immagini accanto a Klimt potrebbero sembrare scattate solo qualche decennio fa. Una coppia di artisti, di amanti, di complici. 

   

 

    

Schizzi d’ispirazione Flöge di Beatrice Brandini

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

3 commenti su “Emilie Flöge fashion designer ante litteram, sorprendentemente libera

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *