George Condo con i suoi magnifici “errori”

“Anna” di Beatrice Brandini

“French maid variation” opera di George Condo

In un vecchio numero di Vogue USA, mi apparve un redazionale in cui la bellissima Daria Werbowy era fotografata circondata da opere di un pittore che trovai fantastico, il suo nome era George Condo.

“The cloudmaker” opera di George Condo, 1984

A New York, fino a fine gennaio 2021, c’è una sua bellissima mostra monografica : Internal Riot, Scommessa Interiore, presso la galleria Houser & Wirth. Le opere esposte sono inedite e sono state prodotte dall’artista durante la quarantena. Per questo le tele presenti sono più introspettive,  le figure che Condo ha ritratto riflettono l’esperienza drammatica e sconvolgente di questa pandemia, in cui il mondo vive uno stato di isolamento e di inquietudine, un’umanità privata dai propri punti di  riferimento.

“The escaped Hippie” opera di George Condo, 1998

Queste opere sono espressioni di un sentimento pessimistico dell’artista, una manifestazione esteriore che ne rivela una interiore. “Questo è il momento di cambiare. Come artista so che posso rimediare ai mie sbagli nei dipinti ed è quello che faccio. Unisco ogni forma e colore e armonizzo il dipinto finché non canta come un coro. Vorrei che il mondo facesse la stessa cosa” . George Condo

“Cave Woman”, opera di George Condo, 2001

Adoro questo artista che durante tutta la sua carriera ha ritratto personaggi bizzarri, folli. Fin dall’inizio, quando, negli anni Ottanta, dipingeva finti antichi maestri, opere apparentemente autentiche conferendo ad esse un guizzo moderno, pop, intriso di riferimenti alla cultura ordinaria americana. Ma anche successivamente, negli anni Novanta, le sue opere raccontavano i peggiori aspetti della società, come la paranoia, l’isteria, la disperazione. Non a caso quei lavori erano scaturiti durante la grande crisi americana, proprio come quelli di oggi che riflettono l’emergenza del Covid-19, la fragilità del sistema sociale americano su tematiche come l’integrazione, l’ambiente, le armi…

“Batman and bunny”, opera di George Condo, 2005

“Big John”, opera di George Condo, 2006

E’ uno degli artisti contemporanei e viventi più influenti d’America. E’ l’artista stesso che ha coniato il termine “Realismo Artificiale”, per descrivere la “rappresentazione realistica di ciò che è artificiale”.

“The Discarded Human”, opera di George Condo, 2013

Classe 1957, George Condo vive e lavora a New York. Innumerevoli sono state le sue mostre personali ad Atene, New York, Washington, Berlino, Barcellona, Oslo, ecc., così come molte sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

“Droopy Dog Abstraction”, opera di George Condo 2017

L’arte, proprio come la moda, è sempre stata riflesso dei tempi, i pittori, come i designer, si esprimono attraverso il loro concetto di estetica, attingendo nella loro contemporaneità. È la società in cui vivono ciò che li influenza, ed è sempre stato così.

Internal Riot, opera di George Condo 2020

Internal Riot, opera di George Condo 2020

Il mondo di George Condo è popolato da bestie, da personaggi strani, fantastici, da clown, da mostri, da un’umanità bizzarra e originale. Tutto sembra essere “fuori controllo”, ma in realtà invece tutto si manifesta con regole precise. La sua pittura è una rappresentazione teatrale in cui gli attori si esprimono attraverso la Commedia dell’Arte, in cui l’improvvisazione, il gesto spontaneo e naturale, vince su quello teorico e accademico.

Pastello di George Condo

L’arte di Condo è spontanea, caotica, tutto è permesso. Il suo è un mondo variegato che si allarga ogni volta di nuovi grotteschi personaggi. E’ la commedia umana, quella che rappresenta, con i suoi sogni ma anche (soprattutto) con i suoi incubi.

Daria Werbowy e George Condo fotografati da Mario Testino. Vogue USA editoriale 2007

Daria Werbowy e George Condo fotografati da Mario Testino. Vogue USA editoriale 2007

   

Andando al vernissage di Beatrice Brandini

Andando al cocktail di Beatrice Brandini

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

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