Halston: il più raffinato creativo nell’America degli anni Settanta

Jerry Hall con un abito di Halston

“Halter dress” di Beatrice Brandini

Chi ha vissuto negli anni Settanta non può dimenticare le copertine di Cosmopolitan USA in cui le bellissime e sane American girl diventarono raffinatissime Halstonettes (così battezzate le sue fedelissime modelle).

Creazioni di Halston

Roy Halston Frowick nasce nel 1932 e fin dall’infanzia dimostra una naturale inclinazione per la moda, disegnando e creando abiti e cappelli per la madre e la sorella. Originario dell’Iowa, nel 1952 si trasferisce a Chicago per frequentare un corso di visual merchandising (termine che in Italia è diventato “familiare” solo da qualche anno!). 

Pat Cleveland con un abito di Halston

Qui inizia a creare cappelli, suoi sono quelli indossati da star come Kim Novak, Debora Kerr o Gloria Swanson. Successivamente si trasferisce a New York dove lavora come modista per l’esclusivo magazzino Bergdorf Goodman e diventa molto popolare per aver progettato quello azzurro che indosserà Jacqueline Kennedy (tamburello hat, o pillbox), all’inaugurazione presidenziale del marito, nel 1961.

Jacqueline Kennedy con il pillbox di Halston

Dai cappelli agli abiti diventa un passaggio naturale. Nel 1966 il Newsweek lo definisce il designer più interessante d’America, due anni più tardi, 1968, inaugura la sua prima boutique a Madison Avenue.

Farrah Fawcett con un abito di Halston

Fitting:Angelica Huston con Halston

Ci sono  stilisti molto creativi, altri con un fiuto particolare per gli affari, altri ancora bravissimi ad auto celebrarsi. Halston probabilmente era tutto questo, ma soprattutto era un designer raffinatissimo, che rendeva le donne bellissime pur con abiti facili e funzionali. Le sue collezioni erano immediatamente riconoscibili, ieri come oggi, distinguendosi per essere eleganti e sexy con linee pulite e semplici.

Una pubblicità del tessuto Ultrasuede, brevettato da Halston

Lauren Hutton con una creazione di Halston

Nel 1972 brevettò infatti l’Ultrasuede, un tessuto particolare facilmente lavabile anche in lavatrice (le donne americane sono sempre state pratiche), ma adattabile perfettamente alla silhouette della donna. Il suo halter dress è entrato nei dizionari di moda, sue,  infatti, sono le più belle scollature all’americana che si siano mai viste, si può dire che fu proprio lui l’inventore di quel tipo di taglio. 

Angelica Huston e Jack Nicholson, lei indossa una creazione di Halston

Lauren Hutton fotografata da Francesco Scavullo indossa Halston

Le sue donne erano divine, perfette per un party, per un’aperitivo a bordo piscina, o per una pazza serata allo Studio 54. Proprio in questo locale,  cuore pulsante e creativo della New York di quegli anni, in cui ambizione e divertimento, sesso ed eccesso, erano i protagonisti assoluti, Halston consumava la sua fama in compagnia di clienti diventate amiche, come Angelica Huston, Liza Minelli, Lauren Hutton, Bianca Jagger, e molte altre.

Le modelle affermavano che indossare i suoi vestiti era come essere nude, perché la sua moda non lavorava contro o sul corpo,  ma con il corpo, grazie a magnifici tagli e drappeggi.

Un bozzetto di Halston

Si narra che proprio Bianca Jagger, indossando un abito rosso rubino firmato Halston, fece il suo ingresso trionfale a cavallo di un bianco destriero allo Studio 54, nella notte del suo trentesimo compleanno.

Pat Cleveland indossa una creazione di Halston

Un lungometraggio presentato al Tribeca Film Festival, “Halston”, ripercorre la vita di questo straordinario (ma purtroppo anche sregolato) creativo. Il film mette in risalto la sua parabola fino alla triste discesa, conclusasi con il suo ritiro dalle scene a metà degli anni Ottanta (il marchio fu venduto alla Norton Simon Inc. e Halston perse il controllo della sua casa di moda). Fino ad arrivare alla sua morte,  a soli 57 anni, per complicazioni legati all’HIV.

La locandina del film Halston di Frédéric Tchebg

Il regista, Frédéric Tchebg, mette in risalto una storia di moda ma anche di famiglia e di come quest’ultima abbia clamorosamente inciso nella vendita del marchio e nell’inevitabile sopravvento del mondo finanziario su quello creativo. Il film è  disponibile su Amazon prime USA.

Copertina monografia: “Halston: Inventing American Fashion”, edito da Rizzoli

E’ un bellissimo modo per vedere la storia di un incredibile talento, per capire come era essere un designer nell’America degli anni ’60, soprattutto se nascevi nella provincia più desolata come quella dell’Iowa. Ma soprattutto sapere la sua storia è un’opportunità per i più giovani che non lo conoscono, un’artista che riuscì a costruire un impero dal niente, creando il prêt-à-porter americano, e una moda meravigliosamente inconfondibile.

   

Alcune fogge dello stile Halston di Beatrice Brandini

   

Alcune fogge dello stile Halston di Beatrice Brandini

   

Alcune fogge dello stile Halston di Beatrice Brandini

“Yes To Life” (“Si alla vita”) questo era il motto di Halston, come cantava Liza Minelli, sua grande amica.

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

3 commenti su “Halston: il più raffinato creativo nell’America degli anni Settanta

  1. Bella questo racconto su Halston, uno dei più grandi troppo presto dimenticato. Per fortuna qualche studioso come lei diffonde la sua storia. Piero Grassi

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