ICON VINTAGE DRESS di Beatrice Brandini (ultima parte)

Busti découpage con disegni di Beatrice Brandini

Antonio Marras interpretato da Beatrice Brandini

Termina qui il mio viaggio lungo più di un secolo di MODA. Sono in procinto di ricavarne un piccolo libro, una sorta di manuale di storia del costume un pochino più moderna, per coloro che amano incondizionatamente e profondamente questo mondo.

Fortuny interpretato da Beatrice Brandini

Mariano Fortuny ha respirato arte fin dall’infanzia, lui stesso si dedicò alla pittura, all’incisione, alla scenografia e a tante altre forme d’arte applicata. Insieme alla moglie creò anche meravigliosi e modernissimi abiti, caratterizzati da influenze greche, catalane, decorati con le belle stampe di William Morris. Famosissime le sue tuniche, “Delphos”, impalpabili e ricche di sottilissime pieghe. E’ a Mariano Fortuny che si deve l’ideazione della plissettatura, che brevettò nel lontano 1909. Il suo bellissimo palazzo veneziano, dimora e atelier,  è oggi sede del Museo Fortuny.

DSQUARED2 interpretato da Beatrice Brandini

Gemelli canadesi che lavorano nella moda a livello internazionale dal lontano 1984. La loro forza è sicuramente aver coniugato un gusto irriverente con la grande tradizione sartoriale italiana. La loro moda è infatti lussuosa in maniera alternativa. Molta cura è data ai dettagli, ai tessuti, alla vestibilità, mantenendo un allure sexy e divertente. Fondamentale anche le collaborazioni e il legame con il mondo della musica, come quelle con Madonna, Lenny Kravitz, Christina Aguilera, Ricky Martin, solo per citarne alcuni. “Born in Canada, living in London, made in Italy”.

Katharine Hamnet interpretata da Beatrice Brandini

Katharine Hamnet è una stilista inglese che prima di ogni altro, siamo negli anni Ottanta, ha parlato di moda sostenibile, sia sul piano ambientale (prese coscienza, modificando la catena produttiva,  che la coltivazione del cotone trasformato aveva un impatto devastante nell’ambiente),  sia dal un punto di vista dei lavoratori, salvaguardando le loro condizioni e la loro sicurezza. Le sue creazioni più famose sono quelle delle t-shirt con slogan, una sorta di foglio bianco su cui esprimere concetti e idee.

Paul Smith interpretato da Beatrice Brandini

Paul Smith apre una boutique a Nottingham, sua città natale, nel 1970, offrendo abiti di vari stilisti ma anche sue creazioni, qualcosa che non riusciva trovare e che avrebbe voluto indossare. Questo episodio è abbastanza emblematico per capire la filosofia di Sir Smith. Abiti essenziali, che rispettano la tradizione soprattutto nei tagli e nel tessuto, con quel piccolo tocco di eccentricità caro alla consuetudine inglese. Molto importanti sono sempre state le stampe, eccentriche, spesso audaci, innovative soprattutto nel panorama maschile.

Balmain Interpretato da Beatrice Brandini

Pierre Balmain ha vestito principesse, dive di Hollywood, aristocratiche, donne del jet set internazionale, con i suoi splendidi abiti da sera che venivano indossati anche di giorno poiché per loro il glamour era vissuto 24 h su 24. Indimenticabili le immagini di Cecil Beaton in cui i suoi preziosi abiti venivano immortalati in una magica atmosfera.  Oggi il giovane Olivier Rousteing porta avanti la filosofia Balmain con una rinnovata e moderna creatività.

Romeo Gigli Interpretato da Beatrice Brandini

Romeo Gigli è stato uno dei creatori di moda più importanti e talentuosi a cavallo tra gli anni 80 e 90. Le sue collezioni, i suoi abiti , le sue campagne pubblicitarie erano uniche, così come le sue donne, eteree fanciulle uscite da una fiaba. Oriente e occidente si incontravano creando un mix innovativo e perfetto, mai più ritrovato, almeno non come lo realizzava GIgli. Proveniente da una famiglia di antiquari e librai, la sua moda si nutriva di antico e moderno, di cultura e di storia. Nel 1988, a Parigi, al termine di una sua sfilata il pubblico si alza in standing-ovation e applaude per 20 minuti consecutivi.

Jil Sander interpretata da Beatrice Brandini

Jil Sander, stilista tedesca amante dello stile minimalista e rigoroso, caratterizzato dai colori neutri. Ha avuto con l’Italia un rapporto speciale, noi abbiamo molto amato la sua moda, lei ha prodotto sempre qui le sue collezioni. Il marchio è oggi in mani giapponesi (con un intermezzo, l’acquisizione da parte di Prada); molti i creativi che sono stati direttori artistici dopo di lei, ma nessuno è mai arrivato ad interpretare perfettamente la sua cifra stilistica. Famosissimi i suoi tailleur pantaloni accompagnati dalle intramontabile camice bianche. Pensava ad uno stile per “donne con il cervello”, come lei stessa definiva la sua moda.

Antonio Marras interpretato da Beatrice Brandini

Definire Antonio Marras uno stilista è riduttivo poiché è un artista a tutti gli effetti. Molte le influenze che danno vita alle sue splendide creazioni: la Sardegna (è un legame inscindibile quello con la sua terra), l’artigianalità, il solo apparentemente contraddittorio legame fra decorativismo e sobrietà. Le sue sfilate sono rappresentazioni teatrali in cui gli abiti sono solo la punta dell’iceberg, infatti scenografie, allestimenti, colonne sonore, ecc., sono opera dell’artista Marras, e ci catturano, accompagnandoci per mano in un sogno.

Maison Martin Margiela interpretata da Beatrice Brandini

Martin Margiela, stilista atipico e indipendente, definito “invisibile” per la sua totale avversione all’apparire (contrapposta a quella della maggior parte dei suoi colleghi); maniaco del processo artigianale, costruisce i suoi abiti con la stessa attenzione e meticolosità di un chirurgo in sala operatoria. Importante anche l’uso di materiali inconsueti nel mondo del tessile, applicati ai vestiti come ricerca e sperimentazione. Oggi la maison è entrata nel gruppo “Only the Brave” di Renzo Rosso, il quale ha chiamato alla direzione creativa un rinato John Galliano.

Courrèges interpretata da Beatrice Brandini

André Courrèges è stato un pilota, un ingegnere, un giocatore di rugby…, ma soprattutto un designer dalla grande personalità, creatore di una moda futuristica e geometrica,  incredibilmente moderna. Famosissimi i suoi stivaletti alla caviglia, i suoi mini dress bianchi (ancora dibattuta la paternità della minigonna fra lui e Mary Quant), gli accessori come gli stravaganti occhiali, molto adatti a compiere un viaggio nello spazio.

John  Galliano interpretato da Beatrice Brandini

John Galliano, stilista inglese nato a Gibilterra, origini che molto influenzeranno la sua poetica. La sua prima collezione, quella di fine corso alla Central Saint Martins, viene  immediatamente acquistata da Browns, catapultandolo verso la celebrità. Nel 1995 viene annunciata la sua nomina come direttore creativo da Givenchy, succedendo proprio al suo fondatore Hubert Givenchy.  Nel 1997 andrà da Christian Dior, dove rilancerà l’immagine del marchio, sconvolgendo il mondo dell’alta moda. Personaggio eccentrico ed eccessivo, Galliano ha imposto un gusto diverso in un momento in cui la moda era minimalista e grunge. Vincitore di ben quattro British designer of the Year Awards. Fra i più bravi stilisti degli ultimi decenni. Eccentrico e anticonformista, romantico e provocatorio, uno di quei casi in cui stilista e maison si amalgamo talmente bene da diventare un’unica entità (succede soprattutto da Dior).

Thierry Mugler interpretato da Beatrice Brandini

Altra creativo dalla personalità dirompente e sfaccettata, nonché di indiscusso talento. Stilista, fotografo (sono sue per esempio le bellissime immagini delle campagne pubblicitarie dei suoi profumi),  regista (suo uno dei videoclip più iconici dello scorso millennio, “Too Funky” di George Michael). Fra i primi ad usare le star nelle sue sfilate (per esempio Diana Ross nel 1991). Autore di una moda provocatoria e sexy, assolutamente rappresentativa degli anni Ottanta/Novanta.

Céline interpretato da Beatrice Brandini

Céline. Marchio nato nel 1945, inizialmente occupandosi di calzature su misura per bambini, per poi passare alla pelletteria di lusso e al prêt-à-porter. Ha mantenuto nel tempo quell’allure, tipicamente francese, di eleganza. Molti i direttori creativi nella storia della maison, bisogna ricordare Michael Kors, Roberto Menichetti, ma soprattutto Phoebe Philo, già fondamentale con Chloé, alla cui guida, soprattutto per gli accessori, il marchio ha ritrovato popolarità e appeal internazionale.

Non ho citato alcuni brand perché ritengo che forse, nonostante la fama e il considerevole giro d’affari, non hanno saputo identificare il loro lavoro in maniera così netta e personale, almeno secondo il mio punto di vista. Tuttavia è invece necessario parlare di grandissime personalità creative che spesso lavorano per importanti e storiche Maison, come quella di Riccardo Tisci che per oltre dieci anni è stato alla guida come direttore creativo di Givenchy; C.P. Company, con il loro casual innovativo e concettuale, ma soprattutto con le loro iconiche giacche, copiate da molti; Chloé, lo chic francese minimale e senza tempo; Calvin Klein e Donna Karan, due stilisti capaci di elevare il gusto americano,  fautori, benché in modi diversi, di una concetto di lifestyle easy e portabile. Designer come Nicolas Ghesquière, Karl Lagerfeld, Hedi Slimane, Jeremy Scott, Raf Simons, Olivier Theyskens…, tutti grandissimi creativi che hanno imposto il loro stile, rilanciando e generando fatturati importanti di aziende un po’ impolverate,  dando moltissimo alla moda e a tutti noi che senza di essa non potremmo vivere.

Da sempre termino i miei post con questo saluto: “Buona vita a tutti!” Spero che lo sia davvero per voi tutti, voi che avete amato (e presto potete decidere di acquistare) questo piccolo dizionario di moda, ma soprattutto per voi studenti, pieni di sogni e aspirazioni, proprio a voi auguro di arrivare in vetta del mondo che amate e che avete scelto, quello della moda! 

Buona fortuna e buona vita a tutti voi!

Beatrice

 

3 commenti su “ICON VINTAGE DRESS di Beatrice Brandini (ultima parte)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *