ICON VINTAGE DRESS di Beatrice Brandini (prima parte)

Yves Saint Laurent  interpretato da Beatrice Brandini

Collage di abiti e accessori vintage da collezione privata, foto A.G.

Qualche anno fa nasceva il mio blog e la mia prima illuminazione, il mio primo post (giugno 2013), parlava del fenomeno del vintage e delle fogge più significative della storia della moda, ovvero “ICON VINTAGE DRESS”. Da questa mia idea di sei anni fa, pubblicata anche su Pinterest e Instagram  sto progettando di trarne un manuale, ampliando l’argomento e rendendolo semplice e di immediata comprensione, anche a chi non lavora nel settore, ma segue comunque la moda da appassionato.

Ogni creativo, ogni designer, ogni brand o storica casa di moda, ha una propria visione estetica, una poetica in fatto di stile. Più questa diventa riconoscibile, più forte è il segno che lascerà nel tempo, una sorta di firma che inevitabilmente decreterà anche il suo successo diventando:  “LO STILE DI…”

Armani interpretato da Beatrice Brandini

Inizio con il Re, con Armani, un nome conosciuto in tutto il mondo, un nome da esportazione come la Ferrari, il Brunello di Montalcino, il tartufo di Alba, Pavarotti, Fellini o Valentino Rossi. Un nome che ci rende orgogliosi e fieri soprattutto all’estero. Lo stile Armani è inconfondibile, un’eleganza sussurrata, mai ostentata. Colui che ha messo il blazer alle donne in un momento in cui queste si emancipavano (anni ’80), cercando di avere le stesse opportunità dei maschi. Armani ha reinventato la giacca, una giacca senza infrastrutture (anche nell’uomo), morbida, elegante, fatta di materiali pregiati, ma soprattutto, modellisticamente PERFETTA. 

Christian Lacroix interpretato da Beatrice Brandini

Christian Lacroix è stato uno di quegli stilisti che mi ha stimolato a fare questo lavoro. Ci sono infatti creativi che hanno il potere d’ispirarti e farti sognare, Lacroix è stato una sorta di folgorazione, vedere le sue creazioni, le sue sfilate,  per me ha significato amare la moda ancora di più. Artefice di abiti dall’alta moda così belli e preziosi da diventare pura ARTE. Le sue collezioni mescolavano influenze provenzali con i magnifici costumi dell’Opéra, per passare dai gitani della Camargue. Purtroppo non disegna più la sua linea, tuttavia ha prestato la sua straordinaria creatività a maison importanti come Emilio Pucci o Schiaparelli, lasciandoci un po’ meno orfane di tanta bellezza.

Elsa Schiaparelli interpretata da Beatrice Brandini

Anche Elsa Schiaparelli (è stato uno dei miei primi post e uno di quelli di maggiore successo!) è un mio grande amore. Le sue collezioni erano caratterizzate da una costante e felice contaminazione fra arte e moda. Collaborò infatti con i più grandi  artisti del Novecento, molti surrealisti. Fece dello stupore e del “coup de théâtre” la sua caratterizzazione principale. Erano abiti ma potevano definirsi sculture, quadri, illustrazioni. L’abito che ho schizzato nacque da un disegno di Jean Cocteau, un capolavoro! Creativa importante anche perché donna libera, emancipata e coraggiosa.

Gianfranco Ferré interpretato da Beatrice Brandini

Gianfranco Ferré, l’architetto della moda, le sue collezioni erano bellissimi esercizi di stile e “ingegneria”. Le sue camice bianche, impalpabili, svolazzanti come corolle, erano pura poesia. Il primo italiano d’esportazione, il primo a collaborare con una storica maison del lusso francese, Dior, in anni in cui ciò non era ancora accaduto, aprendo le porte a tutti gli altri italiani (Tisci, Valli, Pilati, Dell’Acqua, Zanini, ecc.). Ha lasciato un vuoto mai colmato.

Krizia interpretata da Beatrice Brandini

Mariuccia Mandelli, in arte Krizia, è stata una delle prime donne protagoniste della moda e del “Made in Italy”. Amante del plissé, della pelle trattata come un tessuto, delle stampe, delle illustrazioni zoo e animalier, una che capì anticipatamente il potenziale degli accessori a completamento di un abito.  Una sperimentatrice, una delle prime a creare un concetto lifestyle “firmando” alberghi e prodotti non esclusivamente legati al mondo della moda.

In tutto questo tempo, anche per passione personale essendo in primis una collezionista di moda vintage (parecchi anni prima che questo termine fosse abusato), ho approfondito sensibilmente questo tema, provando a ricordare i più indimenticabili abiti della storia della moda e la poetica delle più importanti maison, tracciando, attraverso uno schizzo, la loro visione, il loro gusto, il loro progetto di stile.

Spero che questo post possa servire come ispirazione per tutti quelli che studiano nel campo della moda, ci lavorano o semplicemente la amano, una forma d’espressione molto vicina all’arte.

Poiret interpretato da Beatrice Brandini

Paul Poiret, uno dei primi grandi couturier del Novecento con un atelier conosciuto e ambito anche al di fuori dei confini francesi, il primo “stilista” in senso moderno. Creatore di abiti ma anche di accessori, profumi, arredamento (siamo nel 1910!). Il primo a fare pubblicità con i propri bozzetti, il primo a fare sfilate itineranti, ma soprattutto colui che liberò le donne dai corsetti ottocenteschi, creando abiti fluidi, morbidi, drappeggiati. Con Paul Poiret si può affermare che la moda diventò moderna e che da lì in poi non è più tornata indietro.

    

Valentino interpretato da Beatrice Brandini

Valentino Garavani, semplicemente Valentino, è stato uno dei primi stilisti italiani a vestire il jet-set internazionale, fra le sue più importanti (ed eleganti) clienti la splendida Jacqueline Kennedy Onassis. Amante del lusso, della perfezione, con lui l’Alta Moda italiana si è riscattata, diventando famosa e amata ovunque  (prima di lui l’alta moda era quasi esclusivamente appannaggio dei francesi). Bellissimi i suoi storici abiti nei quali le donne si sono sempre sentite delle principesse. Valentino è noto anche per aver creato una sfumatura / tonalità di rosso, da essere definita “rosso Valentino”.

Una nota aggiuntiva va posta a favore di Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri che, dopo una lunga esperienza in Fendi, arrivarono da Valentino per sviluppare gli accessori. Sempre insieme, solo dopo qualche anno, vennero nominati direttori creativi. Dal 2016, anno dell’uscita della Chiuri, è rimasto Pierpaolo a disegnare le collezioni, diventandone il direttore creativo. Con loro Valentino ha avuto un nuovo corso, più moderno e concettuale, davvero molto interessante.

Yves Saint Laurent  interpretato da Beatrice Brandini

Yves Saint Laurent è stato uno dei protagonisti indiscussi della moda nel Novecento, amato e stimato da tutti gli altri colleghi (credo non ci sia consacrazione più grande). Iniziò da Dior, di cui divenne direttore creativo, per poi fondare, poco più che ventenne, la propria casa di moda. Un grande innovatore, nella sua folgorante carriera creò quasi tutto, e quasi tutto prima degli altri. Lo smoking maschile per la donna; l’amore per l’arte trasportato negli abiti (famosissimo l’abito Mondrian, quello del mio bozzetto, come gli altri omaggi a Picasso, Braque o Matisse); il trench femminile; la sahariana; il tailleur-pantalone; il nude look; le contaminazioni etniche… Fu il primo stilista vivente a cui un museo, il Metropolitan di New York, dedicò una bellissima retrospettiva. 

Balenciaga interpretato da Beatrice Brandini

Balenciaga, altro bravissimo couturier che ha saputo rompere gli schemi creando qualcosa di nuovo e assolutamente interessante. Sue sono le prime fogge a palloncino, il pizzo adottato in molteplici versioni, il tailleur senza cintura, le cappe ecc. ecc. Capace di mescolare splendidamente l’eleganza francese degli anni cinquanta, con l’arte e le sue origini mediterranee. Ha reso l’alta moda pura espressione artistica, tanto quanto un bravo pittore o un abile scultore.

Ralph Lauren interpretato da Beatrice Brandini

Ralph Lauren, stilista statunitense che ha creato, forse per primo un concetto di lifestyle glamour, elegante e ricercato, ridisegnando lo stile americano. Forte l’estrazione sportiva nelle sue collezioni, non solo in quelle dedicate al Polo, al Rugby o al mare, ma anche nel pret-a-porter. Spesso le sue creazioni prendono spunto dalle vacanze dei ricchi americani, che esse siano trascorse nel New England, o dedicate ad un safari in Africa o in New Mexico, non ha molta importanza, mantengono sempre un allure molto sofisticato e assolutamente distintivo.

Missoni interpretato da Beatrice Brandini

Missoni sono da sempre sinonimo di maglia, colorata, intarsiata, jacquard dagli incredibili disegni, una maglia magica. Famosi nel mondo per la loro maglieria e non solo, hanno conosciuto un enorme successo già dagli anni Settanta dove l’America li scoprì e non li abbandonò più. Hanno disegnato costumi per la Scala e fatto altre interessantissime cose, nell’arredamento per esempio, personalizzando con il loro inconfondibile gusto e fantasia, tappeti, divani, pouf.

Sono convinta che sia fondamentale studiare e conoscere l’argomento dei nostri studi, del nostro lavoro, del nostro amore, soprattutto attraverso il suo passato. Questo vale per la moda come per la musica, per il cinema, per l’arte, per il design, ma anche per settori scientifici e tecnologici. Le creazioni e le scoperte di ieri devono essere un’ispirazione, una guida e, perché no, una sfida per il presente e il futuro. Ma senza conoscere bene la storia è più difficile dire o fare qualcosa di nuovo. Guardare al passato non significa nostalgia, ma cultura e rispetto.

Tornando all’argomento principale di questo post, ovvero i protagonisti della moda dal primo Novecento ad oggi, si può parlare di stile citando il “concettuale” di Comme de Garçon, la “magica” maglia” di Missoni, “l’onirico romantico” di Marras, “l’eleganza” di Armani, “la progettualità architettonica” di Ferré, “l’ironia” di Moschino, la “femminilità mediterranea” di Dolce & Gabbana, il “romanticismo senza tempo” della Ferretti… C’è addirittura chi, attraverso una sfumatura di colore, ha creato il suo marchio di fabbrica, associando ad esso il proprio nome e diventandone aggettivo, come “il rosso Valentino”, “il greige di Armani” (acronimo di grigio e beige), “il rosa shocking” di Schiaparelli.

Moschino interpretato da Beatrice Brandini

Moschino, ironico e irriverente, ha giocato con la moda prendendola e prendendosi in giro. Ma anche capace di lanciare messaggi etici (e morali) su temi importanti, pur mantenendo ingenuità e leggerezza (vedi le sue campagne sull’ambiente, sulla religione, sui sesso, sul “potere/dipendenza” del sistema moda ecc.). Famose le sue sfilate per il clima giocoso e ludico, così come le vetrine nel primo negozio di Milano, vere scenografie teatrali. Indossare un capo di Moschino è un po’ come tornare bambini, divertirsi con la moda e con se stessi.

 

Max Mara interpretato da Beatrice Brandini

Max Mara è una storica casa di moda italiana, famosa soprattutto per i suoi bellissimi cappotti, per la qualità e la sartorialità delle sue creazioni. Fondata da Achille Maramotti nel 1951, nel corso della sua storia annovera fra i suoi giovani collaboratori nomi come Karl Lagerfeld, Jean Charles de Castelbajac, Dolce & Gabbana, Narciso Rodriguez… Presente in 90 paesi, da alcuni anni ha declinato le collezioni in molte linee, coprendo necessità e richieste delle donne a 360° (la prima linea Max Mara, poi Sportmax più sportiva, PennyBlack target giovane, Weekend Max Mara sport leisure..). Maramotti era un grande collezionista, la sua magnifica raccolta di arte contemporanea è visibile a tutti nella Fondazione di Reggio Emilia che lo stesso imprenditore, illuminato e generoso, ha voluto condividere con la sua città e il mondo intero.

Jean Paul Gaultier interpretato da Beatrice Brandini

Jean Paul Gaultier definito in patria “l’enfant terrible de la mode” per la sua ironia, il suo gusto teatrale, la sua irriverenza nei confronti di dogmi che talvolta influenzano anche il mondo della moda. Ha collaborato con registi importanti come Peter Greenaway, Luc Besson, Pedro Almodóvar, disegnando i costumi dei loro film, oltre che per artisti come Madonna (famosissimo il suo reggiseno conico per il tour “Blond Ambition Tour”), Marilyn Manson, Kylie Minogue. Bellissima anche la sua linea di Alta Moda.

Givenchy interpretato da Beatrice Brandini

Givenchy è una delle case di moda più famose di Francia. Fondata dal suo creatore Hubert de Givenchy nel 1952, fece dello stile elegante e raffinato il suo metro distintivo. Dopo il ritiro del suo fondatore e mentore, si sono succeduti creativi importanti come John Galliano, Alexander McQueen, per approdare nella mani dell’italianissimo e bravo Riccardo Tisci, direttore creativo della maison per oltre 11 anni. Importante ricordare anche la sua più celebre testimonial, fra tutte l’indimenticabile Audrey Hepburn, che anche grazie al film Colazione da Tiffany (e al suo tubino nero), lo “esportò” internazionalmente.  Il mio schizzo rende invece omaggio allo splendido abito da sera che sempre Audrey Hepburn indossò per “Sabrina”,  vincitore dell’oscar per i miglior costumi  nel 1955.

Walter Albini interpretato da Beatrice Brandini

Walter Albini è stato uno dei più importanti stilisti italiani, purtroppo è scomparso troppo presto perché potesse avere il riconoscimento che meritava e la fama che  sicuramente l’avrebbe portato molto più lontano e fatto arrivare fino a noi. Geniale, bravissimo disegnatore, perfezionista, amante del primo Novecento e della sua eleganza, Albini ha cambiato le regole della moda, dalle sfilate, alle prime campagne pubblicitarie, alla progettazione di un total look, creando i fondamenti di quello che potremmo definire il prêt- à – porter come lo conosciamo adesso.

Termina qui la prima parte di questo infinito e affascinante argomento. Nelle prossime settimane continuerò a raccontarvi la moda del Novecento attraverso i suoi protagonisti.

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

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