“ICON VINTAGE DRESS” (seconda parte) di Beatrice Brandini

“Dummy with necklace” collezione privata

Paul Poiret di Beatrice Brandini

Riparte qui il mio viaggio che racconta designer, maison e gli abiti più iconici che hanno attraversato il secolo scorso fino ai nostri giorni.

Ci sono abiti che da soli sono entrati di dovere nella storia del costume, nei musei, nelle collezioni, nei sogni di tutte le persone che amano la moda e questo lavoro. Diventando testimonianza di un’epoca, non solo per gusto ed estetica, ma anche per “usi e consumi”, ovvero espressione della società. Per fare qualche esempio, all’inizio del Novecento Poiret, Vionnet, e successivamente Chanel, liberarono le donne dal corsetto, decretando l’inizio di una moda più fluida, comoda, MODERNA. Poi negli anni Sessanta con la rivoluzione sessuale, la minigonna di Mary Quant. Alla fine degli anni Settanta le stravaganti creazioni di Vivienne Westwood e lo street punk nella Londra della Thatcher. Il boom edonistico degli anni Ottanta, con i paninari e i loro codici estetici attraverso Timberland e Moncler. Gli anni Novanta e l’egemonia del LOGO come riscatto sociale; tutti questi sono solo alcuni esempi.

Alberta Ferretti interpretata da Beatrice Brandini

Alberta Ferretti nella sua lunga carriera ha realizzato abiti molto romantici, femminili, impalpabili, da essere riconosciti e amati da donne di tutto il mondo. Sono infatti moltissime le sue clienti famose (non testimonial, differenza molto importante) che cercano una femminilità raffinata, sussurrata, fatta di eleganza e romanticismo. Bravissima ad usare tessuti preziosi e “difficili” come l’organza o lo chiffon per i suoi incredibili abiti da sera; le sue collezioni sono caratterizzate da un mix di innovazione e lavoro sartoriale d’altri tempi. 

Burberry interpretato da Beatrice Brandini

Storico marchio inglese contraddistinto dall’inconfondibile e copiatissimo check, ovvero il motivo a quadri (tartan). La sua fama è soprattutto legata al trench, lo stesso indossato da Humphrey Bogart in Casablanca, quello che da sempre è nei guardaroba di tutte quelle persone che amano un eleganza “British” senza tempo. Da alcuni anni ha conosciuto una nuova giovinezza e popolarità grazie al suo direttore creativo Christopher Bailey, che ha dato al marchio un tocco moderno e molto glamour.

Pierre Cardin interpretato da Beatrice Brandini

Stilista di origine italiana, è stato un innovatore per colori, materiali e fogge. Cultore delle geometrie, della moda unisex, dell’optical e di un concetto di avanguardia futuristica e “spaziale”. Pierre Cardin esportò la sua moda in Giappone, aprì negozi in molti paesi, acquistò ristoranti (fra tutti  il Maxim’s di Parigi), legò per primo il suo nome a prodotti alimentari, progettò oggetti di design, ecc. Famose anche le sue bellissime case, spesso teatro di feste e iniziative culturali. 

   

Gucci interpretato da Beatrice Brandini

Maison di moda fondata a Firenze da Guccio Gucci nel 1921 che inizialmente sviluppa solo articoli di pelletteria di lusso. Alcuni suoi accessori sono diventati vere e proprie icone, caratterizzando la moda del XX secolo. La Bamboo Bag, borsa con i manici di Bamboo, i mocassini con il morsetto, la stampa floreale nata per il foulard “Flora” di Grace Kelly. Nel corso della sua storia numerosi personaggi del Jet Set internazionale hanno indossato creazioni Gucci, come Maria Calllas, la duchessa di Windsor Wallis Simpson, Jackie Kennedy, ecc.

Ho scelto dedicare a questa Maison due schizzi, uno interpretando due creazioni di Tom Ford poiché è stato, insieme a Domenico de Sole, fautore del rilancio di questo storico marchio. Ford ha reso Gucci molto più glamour, amplificando il suo successo a livello internazionale. In questa interessante ripresa, importanti sono stati anche i testimonial, come Madonna, e le bellissime campagne pubblicitarie protagoniste del sodalizio con Mario Testino.

L’altro schizzo vede in primo piano le creazioni (visioni) del suo nuovo direttore creativo, Alessandro Michele. Gucci sta vivendo un periodo particolarmente felice proprio sotto la sua direzione artistica, i fatturati stanno crescendo, l’attenzione mediatica non è mai stata così morbosa nei confronti del marchio. Michele ha reinventato lo stile Gucci, con i suoi eccessi, contaminazioni mitologiche e fiabesche, creando una personalissima visione estetica.

Christian Dior interpretato da Beatrice Brandini

Christian Dior ha il merito di aver rivoluzionato la moda fra gli anni Quaranta e Cinquanta con il “New Look”, ovvero una nuova concezione di eleganza e femminilità grazie alla valorizzazione del punto vita delle donne, i suoi codici estetici erano piccole giacche, smilze con le spalle arrotondate e le maniche a 3/4, abbinate a gonne svasate e midi. Dior utilizzava tessuti pregiati; dava la stessa importanza agli abiti e agli accessori,  convinto che essi avevano un ruolo fondamentale per completare un look. Infine importante citare anche il nome del suo delfino, un certo Yves Saint Laurent. Negli ultimi trent’anni molti grandi designer si sono succeduti alla sua guida, dall’indimenticabile Gianfranco Ferré a John Galliano, da Raf Simons alla bravissima, prima donna direttore creativo nella storia della maison, Maria Grazia Chiuri.

Versace interpretato da Beatrice Brandini

Gianni Versace ha saputo tradurre in uno stile inconfondibile le sue passioni personali, come l’amore per la Magna Grecia, l’opulenza barocca, il teatro, Léon Bakst, Miami, la musica e molto altro. Capace di valorizzare le donne con sensualità e fierezza come nessun altro, grazie anche a campagne pubblicitarie con i più grandi fotografi del mondo, da Avedon a Meisel, da Testino a Ritts, ed è proprio grazie a lui che le top models degli anni ’90 sono entrate nell’immaginario collettivo sostituendo nei sogni le attrici. Ha collaborato con la Scala e con il Piccolo Teatro di Milano, lavorando con coreografi come Béjart. Brava Donatella Versace a portare avanti il sogno e il talento del fratello non tradendone lo stile degli esordi.

Alaïa interpretato da Beatrice Brandini

Potremmo definire Azzedine Alaïa lo scultore della moda, i suoi abiti infatti erano spesso una seconda pelle, ma senza conoscere la volgarità. La sua donna è forte e consapevole del proprio corpo, ma in modo femminile. Inventore di una maglia in jersey che ha saputo plasmare creando bellissime creazioni. La popolarità e la stima degli addetti ai lavori nei confronti del suo lavoro, è sempre stata immensa, nonostante lui sia sempre stato timido e riservato. Presentava le sue collezioni fuori dal calendario ufficiale delle sfilate, poiché pensava che il progetto creativo non potesse essere costretto a calendari troppo serrati o semplicemente consueti.

Alexander McQueen interpretato da Beatrice Brandini

Alexander McQueen è riuscito in pochissimi anni ha lasciare un segno così netto che sarà ricordato per sempre. Provocatore, convinto che suscitare una reazione fosse assolutamente fondamentale. Nelle sue creazioni troviamo feticismo, un gusto un po’ gotico, inglese, sartoriale, anatomico, zoologico, antropologico. Le sue sfilate avvenimenti, le sue collezioni adatte a stare in un museo di storia del costume, tanto creative quanto emozionanti. Davvero un genio!

Vionnet interpretato da Beatrice Brandini

Un’altra bravissima creatrice, Madeleine Vionnet, che ha sempre pensato e realizzato una moda per le donne. Bandì i busti e accorciò gli orli. Famose le sue geometrie e soprattutto i rivoluzionari abiti tagliati in sbieco. indossati dalle più belle dive di Hollywood, come Jean Harlow.

Roberto Cavalli interpretato da Beatrice Brandini

Roberto Cavalli ha esordito brevettando un metodo di stampa su pelle. La sua moda è sempre stata sensuale e femminile, vicina al concetto di donna che lui stesso ama. Molto importanti sono state anche le fantasie, soprattutto quelle animalier, vero leitmotiv della sue collezioni, e i patchwork sulla pelle. Per Cavalli la moda deve essere un sogno, per questo tutto è perfettamente allineato con questa filosofia di bellezza e leggera ostentazione.

Blumarine interpretato da Beatrice Brandini

Marchio fondato da Anna Molinari e Giampaolo Tabarini. Sinonimo di uno stile femminile, romantico, pieno di grazia. I fiori, in particolare le rose, sono da sempre protagonisti nelle collezioni Blumarine, soprattutto ricamati, o dagli splendidi effetti jacquard, sulla maglieria. La moda Blumarine è pensata per la donna nel suo vivere quotidiano, bella e portabile, proprio come la sua ideatrice, che ha saputo coniugare creatività e bellezza con uno spiccato spirito imprenditoriale.

Helmut Lang interpretato da Beatrice Brandini

Helmut Lang a cavallo degli anni novanta – duemila ha influenzato nettamente il costume con il suo stile sportivo, minimale e contemporaneo. I codici stilistici di Lang si esprimevano sia in ambito femminile che in quello maschile, uno dei primi infatti a far sfilare donne e uomini insieme. Le sue collezioni non erano influenzate dalle tendenze, ma da un forte gusto personale e dalla voglia di sperimentare.

Marni interpretato da Beatrice Brandini

Non possiamo parlare di Marni senza citare colei che negli anni ha saputo dare a questo marchio un’impronta inconfondibile, Consuelo Castiglioni. L’estetica Marni è anticonformista, indipendente dai trends, concettuale, moderna. Belle le fantasie, le sovrapposizioni di tessuti e colori. Una donna timida, apparentemente ingenua, quella di Marni, in realtà consapevole e libera che non vuole compiacere nessuno se non se stessa.

Paco Rabanne interpretato da Beatrice Brandini

Designer di origine spagnola, fu uno dei primi ad usare materiali anticonvezionali come carta, plastica e soprattutto metallo, già negli anni Sessanta. La sua maglia metallica era tenuta insieme da anelli, non più con ago e filo. Fu il primo designer ad usare  modelle black nell’alta moda e la musica come sottofondo delle sue sfilate. Desiderava democratizzare la moda, per questo utilizzava materiali “poveri”, e allo stesso tempo voleva scioccare il pubblico ancora conservativo. Famosissimo il costume in maglia metallica ideato per Jane Fonda nel film Barbarella e quello realizzato in lamine d’oro per Françoise Hardy.

Dolce & Gabbana interpretato da Beatrice Brandini

Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno saputo, in pochissimo tempo, creare un marchio dall’identità forte e molto riconoscibile. Pochi ma essenziali i capisaldi del loro stile, l’italianità intesa come orgoglio femminile e di territorio; la corsetteria (l’intimo come la sottoveste), portata esternamente e con fierezza; il glamour anni cinquanta che esprimeva un idea di femminilità molto forte e “sana”; la sartorialità, la cura dei dettagli, l’utilizzo di ricami e applicazioni che trasformano anche gli abiti del Pret – a – Porter in creazioni di alta moda; l’origine di uno dei due stilisti (Domenico Dolce e la Sicilia), come spunto per un estetica a 360°.

Termina qui anche questa seconda parte, nelle prossime settimane pubblicherò il terzo post. Spero di avervi emozionato raccontandovi ciò che amo, la moda, amica, compagna, parte integrante della mia vita.

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

 

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