Marcello Dudovich: l’artista che inventò il manifesto

“Elisa” di Beatrice Brandini

Acquerello di Marcello Dudovich

Alcuni anni fa, a Milano, feci un colloquio presso un’importantissima maison del lusso, non andò in porto (non prevedevo di trasferirmi in Piemonte, area in cui c’era l’intera filiera). Ricordo però che il fratello, uno dei due titolari del marchio, mi accolse in una sala in cui c’erano dei bellissimi disegni a matita di Marcello Dudovich. Pensai che quello poteva essere un valido motivo per recarmi ogni giorno in quel luogo.

   

Manifesti di Marcello Dodovich per i Magazzini Mele (1908 e 1912)

Questo frammento di vita reale ben introduce la mia enorme ammirazione per questo grandissimo artista – cartellonista. Un uomo capace di rappresentare la mondanità del primo Novecento con un’incredibile sensibilità estetica, ma, allo stesso tempo, con grande leggerezza.

Copertina di Marcello Dudovich per la rivista “Simplicissimus”

Marcello Dudovich è attuale più che mai, poiché ha rappresentato una nuova figura femminile, moderna, terrena, attiva, desiderosa di essere indipendente e di voler conquistare un posto nel mondo. 

Manifesti di Marcello Dodovich per i Magazzini Mele (1908 e 1912)

Triestino di nascita,  internazionale per elezione, lasciò il Friuli per andare a Milano, qui fu subito assunto dalle Officine Grafiche Ricordi, dove Marcello imparò la tecnica della litografica. Successivamente si trasferì a Bologna dove diventa un affermato disegnatore. Dopodiché è la volta di Genova, della Germania (precisamente a Monaco di Baviera, chiamato dalla rivista tedesca Simplicissimus), di Torino e infine ancora di Milano.

Manifesto di Marcello Dudovich per Agfa

Le sue tavole hanno fatto scalpore, sia per la modernità del tratto, sia per i soggetti, soprattutto bellissime donne, che diventano protagoniste assolute, spavalde, ritratte in atteggiamenti rivoluzionari. Famosa è la donna in topless su una slitta “rubata” a Babbo Natale; oppure i due fidanzati colti in un bacio appassionato per Campari, e ancora Oriente e Occidente che si incontrano,  sottolineando l’enormi differenze culturali e di costume. 

Manifesto di Marcello Dudovich per Borsalino

Infatti nel 1937 Marcello Dudovich si recherà in Libia per un lungo soggiorno, ospite della nipote Nives, permanenza che lo influenzerà molto nella realizzazione dei successivi lavori, con soggetti esotici e bellissime e giovani indigene.

Manifesto di Marcello Dudovich per Martini

Dudovich fu anche fotografo, tecnica che gli servirà per attribuire più movimento alle sue figure (celebre è l’episodio in cui chiede ad una sconosciuta su una spiaggia di danzare, circondata da veli svolazzanti).

   

Manifesti di Marcello Dudovich per la Rinascente (1931)

Celeberrima è la collaborazione con i Grandi Magazzini Mele di Napoli, che va dal 1920 al 1956, quella con La Rinascente, con Campari, Martini, Pirelli, Fiat e Borsalino, solo per citare le più importanti.

Copertina di Marcello Dudovich per la rivista “La Lettura”

Fondamentale il ruolo di questo nuovo luogo commerciale (il magazzino), consideriamo che fino ad allora si comprava solo ed esclusivamente in negozi specializzati in un solo settore merceologico. Adesso il “grande magazzino” permette alla donna di vestirsi da capo a piedi, testimoniando una nuova libertà ed indipendenza che non riguarda solo l’acquisto.

Considerevole anche il suo ruolo di responsabile e direttore artistico della società Star – IGAP dove curerà la creazione, distribuzione e affissione dei manifesti murali in tutta Italia.

Manifesto di Marcello Dudovich per Olivetti

Nel 1920 partecipa all’Esposizione internazionale d’arte di Venezia, con uno dei suoi più grandi successi, un dipinto ad olio dal titolo “La signora Dalla Veletta”.

“Negli anni di Dudovich, 1910” di Beatrice Brandini

Marcello Dudovich costituisce uno dei nomi più importanti nella storia del manifesto. Un altro grande italiano famoso in tutto il mondo per la sua creatività e innovazione estetica. 

 

   

“Negli anni di Dudovich, 1920” di Beatrice Brandini

“Negli anni di Dudovich, 1930” di Beatrice Brandini

Cartellonista, illustratore, decoratore, pittore e fotografo, colui che con un “semplice” tratto, rivoluzionò il modo di fare comunicazione e di valorizzare un prodotto. Probabilmente senza di lui l’illustrazione e la pubblicità non sarebbero mai diventate espressioni artistiche di così alto valore.

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

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