Parigi fashion shows: trends PE 2020

“Bernadette” di Beatrice Brandini

La Ville Lumiere: Parigi

Ed eccoci con l’ultimo appuntamento sfilate/tendenze a Parigi. Moltissime le proposte, non sempre all’altezza delle aspettative, anche perché in certi casi designer e maison si sono concentrati sull’effetto teatrale, voler stupire a tutti i costi , sacrificando,  talvolta,  eleganza, portabilità e coerenza.

Ho riassunto quelle che secondo me sono apparse le tendenze più evidenti, con mood personali e foto dalle sfilate. Tuttavia voglio sottolineare anche altri temi forti come le “FRANGE”, protagoniste di maniche, orli o dell’intera creazione, come avevamo visto a Londra. Le “SPALLE” (grandi), influenza anni ’80 ma con un eccessiva evidenza. “WHITE”, tantissimo il bianco visto a Parigi. E ancora, “PEPLI”, li avevo sottolineati nei post precedenti ma li ritroviamo prepotentemente anche in queste passerelle, ovvero il gusto greco/romano fatto di tuniche, di abiti drappeggiati, di fluidità, di jersey impalpabili. Infine i “POIS”, già apparsi a New York e con accenni a Londra e Milano, sono stati qui protagonisti di pattern e texture.

Il primo mood che ho proposto è quello che ho chiamato “FLOWERS”. Tantissime le stampe floreali, meravigliosamente interpretate da tutti quelli che le hanno presentate. Non sono solo disegni, ma anche ricami, applicazioni, intarsi. Sbarazzine e creative quelle di Miu Miu, raffinatissime quelle di Dries Van Noten. E’ bello sentirsi fanciulle in fiore, è un tema che non tramonterà mai.

“Flowers” mood board di Beatrice Brandini

   

   

Flowers

Il secondo tema è “BALCK & WHITE”;  tantissimo bianco e nero, in versione optical anni sessanta da Balmain, bon ton da Chanel, sporty concettuale da Off-white, onirico da Yamamoto.

“Black & White” mood board di Beatrice Brandini

   

   

   

Black & White

Un altro  tema importante è quello dei “VOLANT”. Sono molte le proposte svolazzanti in queste passerelle francesi. Solitamente è un dettaglio che si trova nell’alta moda, su abiti fiabeschi fatti di organza o chiffon. Invece per la prossima Primavera Estate saranno un dettaglio o un orlo, un bordo o una manica, ma i volant saranno tantissimi. Belli quelli realizzati in tulle da McQueen. Poetici e perfetti quelli di Giambattista Valli e Valentino. 

“Volant” mood board di Beatrice Brandini

   

   

   

   

Volant

Tema “LEATHER and LACE” è un tema che unisce due materiali apparentemente contrastanti e poco armonici, invece gli abbinamenti di Alexander McQueen di pizzo e pelle dimostrano il contrario. Uno dei tessuti più romantici e femminili, il pizzo, con i suoi trafori e la sua delicatezza incontra la rigidità e “l’aggressività” della pelle,  il matrimonio sembra davvero funzionare. Molte anche le proposte di pelle e cuoio come total look.

“Leather and Lace” mood board di Beatrice Brandini

   

   

Leather and Lace

Il tema successivo è quello che ho definito “JUNGLE”. Una Flora e Fauna selvaggia, rigogliosa, tropicale, che sembra uscire da un romanzo di Salgari. Mi sono innamorata delle proposte di Valentino in cui scimmie rampicanti, lussureggianti foglie di palma, caratterizzano le mise più belle di queste sfilate parigine.

“Jungle” mood board di Beatrice Brandini

   

   

Jungle

Infine le “STRIPES” , il tema del rigato che è ormai un classico per l’estate. Molte le righe inusuali e “sfacciate”, ma sempre interessanti. Belli anche i mix di righe come da Altuzarra, o le proposte optical di Stella e di Balmain.

“Stripes” mood board di Beatrice Brandini

   

   

   

   

Stripes

Le sfilate sono terminate lasciandoci molti stimoli ed idee. Non ci sarà solo un codice estetico, ma fortunatamente ce ne saranno moltissimi. Ognuno sarà libero di vestirsi come desidera e ama, secondo l’umore del momento, l’importante sarà divertirsi. Si perché le sfilate di New York, Londra, Milano e Parigi hanno promosso anche un nuovo ideale estetico, non più solo modelle bellissime, giovanissime e magrissime, ma anche donne normali, mature o gender fluid. Ma non ci dobbiamo fermare qua, le passerelle non devono essere un proclama, un modo per accrescere la propria popolarità o conquistare un nuovo target. Deve diventare imperativo. Accettiamoci per COME e per COSA siamo, questa è la sfida e la conquista più grande.

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

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