RAGAZZE CON LA SCIARPA: Alice e il Pandarancio

“Alice e il Pandarancio” di Beatrice Brandini

E se la storia di Alice fosse andata diversamente? E se Alice fosse rimasta nel paese delle meraviglie? E se tante di noi fossero un pò Alice?

C’era una volta una bambina curiosa, un po’ solitaria poiché la sua smania di sapere, conoscere, imparare, spesso non era condivisa con le sue compagne. Un giorno la sua classe decise di andare in gita al Giardino dei Tarocchi, in Maremma. Alice non lo conosceva e mai si sarebbe immaginata cosa avrebbe visto, anche i più scettici e cinici davanti a quel magnifico spettacolo rimasero sbalorditi. Alice era nel suo mondo, draghi, specchi, mosaici, misteriose figure…,  era felice e finalmente a” casa”.

“Il Giardino dei Tarocchi” di Beatrice Brandini

Ad un certo punto la sua sciarpa rimase incastrata nella maniglia di una porta, ma non era una porta normale, era la porta di uno specchio (si lo so, è strano!). Nel cercare di liberare la sciarpa, pestò un geco tutto colorato e piuttosto arrabbiato (la faccenda si fa sempre più bizzarra), che le disse: “finalmente sei arrivata, ti stavamo aspettando!”

Geco” di Beatrice Brandni

Alice non se lo fece ripetere due volte, senza troppe domande lo seguì. Entrarono dentro quella porta e una volta all’interno non precipitarono, non vide le cose al contrario, non divenne piccola né gigantesca, ma fu accolta da un grandissimo boato. All’inizio non capì, qualche secondo dopo comprese che quel rumore altro non era che un fragoroso e rimbombante applauso. Ma fatto da chi? Voltandosi vide una quantità incredibile di farfalle e fiori, tutti di varie dimensioni e natura, di colori scintillanti, ma non poteva credere che fossero stati loro, che fossero animati e soprattutto parlanti….  Su un trono rivestito da coloratissime farfalle era appoggiato il fiore più bello di tutti, il Pandarancio. Un fiore gigantesco, regale ma semplice, con una corolla accogliente, magico; i suoi pistilli emettevano un polline in grado di guarire la natura contaminata facendola rifiorire all’istante, purificando aria e paesaggio. Trasmettendo coraggio e calma allo stesso tempo. Era il loro sovrano, il loro saggio. Fu lui a chiederle di avvicinarsi e ad ascoltare tutta la sua storia, anche se lui sapeva già che Alice era innamorata dei fiori e delle farfalle, della loro bellezza, ecco il motivo di quella calorosa accoglienza.

“Trono di farfalle del Pandarancio” di Beatrice Brandini

Alice pensò che forse quello era il suo mondo, forse lì finalmente si sarebbe sentita capita.

Perché la mia Alice era proprio come loro, abbastanza stramba e insolita, curiosa, eccentrica, con la sua sciarpa sempre al collo estate e inverno; un pò invadente quando doveva sapere qualcosa che avrebbe arricchito la sua sete di conoscenza. Allora perché nel mondo reale era sola? Perché nessun bambino sembrava condividere le sue passioni? 

Fiori e Farfalle di Beatrice Brandini

Alice non era diversa, ma diversi erano i suoi interessi, i suoi desideri, gli obiettivi che cominciava a porsi davanti a sé.

Cosa bisogna fare per essere accettati, diventare tutti uguali? No, Alice non voleva omologarsi, e se questo significava stare da sola o rinunciare a qualche festa, andava bene lo stesso. Aveva il suo mondo fatto di fantasia e idee, popolato da personaggi strambi come lei con i quali dialogare, anche se immaginariamente, e perché no, divertirsi. Da quel giorno poi il Pandarancio diventò il suo amico più caro, sempre presente e paziente, ma anche autorevole e severo consigliere.

Per tutte le Alici, ognuno di noi è diverso e diversa è la sua storia, non dobbiamo sempre e per forza adattarci. Coltiviamo invece la nostra unicità, le nostre passioni, prima o poi troveremo la compagnia giusta con la quale condividere il nostro straordinario viaggio.

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

 

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