RAGAZZE CON LA SCIARPA: Brigitta e la prova costume

“Brigitta” di Beatrice Brandini

Brigitta pensava che questa volta, ancor più delle volte precedenti,  la prova costume sarebbe stata più crudele, per questo continuava a rimandarla.

Il mare anni Sessanta di Beatrice Brandini

Infatti se provarsi il costume dopo un lungo periodo di letargo era sempre uno shock (parola “ceretta” non pervenuta;  fioretti per diete e alimentazione corrette, validi sempre dal giorno successivo; foto modelle di Victoria Secret attaccate sopra il frigorifero, ingiallite senza lasciare la men che minima influenza… e la lista potrebbe ancora arricchirsi);  beh quest’anno c’era stato anche il Covid che l’aveva non impigrita, ma paralizzata, in cui l’unica ginnastica che Brigitta aveva svolto era stata quella di spostarsi dal letto al divano e viceversa.

Il mare anni Settanta di Beatrice Brandini

Così pensò che non sarebbe andata in una di quelle belle boutique specializzate in beachwear a provarsi il modello dei suoi desideri (quello che l’avrebbe fatta sembrare più magra, più slanciata, senza cellulite). No quest’anno la prova costume l’avrebbe fatta a casa, con luci soffuse e uno specchio meno spietato di quelli che si trovano nei camerini delle boutique, anche di quelle del centro, le più fighe del mondo (perché nessuno spiega agli architetti che gli specchi devono essere amici delle donne, è dal camerino che si determinano i fatturati)

Così un pomeriggio prese coraggio e si spogliò provando il bikini dello scorso anno. 

Avete presente quando un bikini di lycra (tessuto elasticizzato in cui sono fatti il 90% di costumi da bagno), viene tirato fuori da un cassetto dopo molti mesi? È schiacciato e maleodorante, e soprattutto è incredibilmente piccolino, minuscolo. Brigitta pensò come aveva fatto ad entrarci l’estate scorsa? In fondo non erano passati nove anni ma solo nove mesi….

Era così scoraggiata che decise di lasciar perdere, quest’estate non si sarebbe spogliata, non sarebbe andata nemmeno al mare. Nessuno l’avrebbe vista senza vestiti.

Il mare anni Ottanta di Beatrice Brandini

Ma fu così che rovistando nei cassetti si ritrovò fra le mani delle vecchie foto in cui sua madre e sua nonna erano al mare. Che bella atmosfera, che classe quelle signore in costume intero, eleganti, non troppo scoperte, quasi regali. Le foto al mare venivano scattate da un fotografo, nessuno o quasi possedeva una macchina fotografica, e soprattutto,  nessuno si sognava di fare selfie e di condividerli con il resto del mondo. 

Riguardando quelle vecchie foto pensò a quanto sua nonna e sua madre fossero belle, ma non erano perfette, erano bellissime donne “normali”. 

Certo i canoni estetici sono cambiati, certe proporzioni si sono stravolte, ma sebbene l’essere umano desideri da sempre essere amato e ammirato,  nessuno in quegli anni era ossessionato dal proprio aspetto fisico e dalla ricerca di perfezione.

Non c’era la chirurgia che omologava i tratti somatici facendo diventare le donne, soprattutto quelle dopo la quarantina, delle panterone irriconoscibili (che tristezza, ma  soprattuto perché?) ;non c’erano siliconi e corpi scolpiti da sembrare finti. No, niente di tutto questo. 

Il mare anni Novanta di Beatrice Brandini

Brigitta allora realizzò che in fondo il suo corpo non perfettamente tonico fosse carino, perlomeno era vero e guardandosi bene assomigliava molto a quello della sua nonna, bellissima al mare con un foulard svolazzante. 

Il giorno seguente sarebbe andata a comprarsi un nuovo costume, qualcosa che l’avrebbe valorizzata, che l’avrebbe fatta sentire a suo agio anche con qualche chilo in più. 

Che bella era la vita e che bello essere in armonia con il proprio corpo, accettarsi e volersi bene. Come mangiare un piatto di pasta in compagnia di un buon bicchiere di vino e delle persone che ti rendono felice.

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

2 commenti su “RAGAZZE CON LA SCIARPA: Brigitta e la prova costume

  1. Costume intero ecc., nonne ecc., della serie “era meglio quando si stava peggio” …. ovvero il ritorno del bigottismo.

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