Roma celebra la leggerezza di due giganti: Bruno Munari e Gianni Rodari.

Brochure della mostra “Tra Rodari e Munari”

“Face and stripes” di Beatrice Brandini

Era tantissimo tempo che volevo dedicare un post a Bruno Munari, e, sempre da  altrettanto tempo, uno a Gianni Rodari, una bella mostra a Roma mi regala l’occasione di parlarne trasversalmente, unendo questi due grandissimi geni.

Bruno Munari “Curva di Peano”, 1975.  Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e di Rovigo

Bruno Munari “Curva di Peano”, 1975.  Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e di Rovigo

“Tra Munari e Rodari” è un’iniziativa del Comitato promotore per le celebrazioni dell’anno Rodariano (Gianni Rodari nacque nel 1920, esattamente cent’anni fa). Un progetto in collaborazione con Corraini Edizioni, con cui Bruno Munari lavorò stabilmente nel corso della sua carriera. Un omaggio a due intellettuali, due artisti, al loro incontro umano e cerebrale. Due personaggi unici nel panorama artistico italiano del ‘900.

Bruno Munari cubo “Ashtrays” per Danese, 1957, rieditato nel 2015

Bruno Munari “Buldog”, 1934

La mostra (GRATUITA 😍) si è aperta il 15 giugno e proseguirà fino al 24 ottobre, nel Forum del Palazzo delle Esposizioni a Roma. Ad accompagnare lo spettatore saranno dieci pannelli con opere, foto d’archivio, documentazioni, con l’intento di raccontare, celebrare, e omaggiare queste due grandi personalità creative. Diversi per formazione, ma vicinissimi per intento, un designer,  inventore di strane forme e strumenti, e un pedagogo, creatore di favole universali, entrambi rivolti al mondo dell’infanzia e quello dell’apprendimento. 

Copertina del libro “Favole al telefono” di Gianni Rodari e illustrato da Bruno Munari

Copertina del libro “Il pianeta degli alberi di natale” di Gianni Rodari e illustrato da Bruno Munari

Una parte del percorso sarà inoltre destinato al progetto Filastrocche animate, il laboratorio digitale che il Palazzo delle Esposizioni ha organizzato durante la quarantena, con l’obbiettivo di stimolare i più piccoli al disegno con il supporto di bravi illustratori. Un colloquio fra le tavole dei piccoli con quelle degli artisti, per sottolineare, ieri come oggi, quanto sia importante questo dialogo.

Copertina del libro “Il libro degli errori” di Gianni Rodari e illustrato da Bruno Munari

Facce di Bruno Munari

La mostra si concluderà ad ottobre proprio in occasione dell’anniversario di entrambi (Munari nacque nell’ottobre del 1907, Rodari in quello del 1920), Rodari sarà particolarmente celebrato per tutto il 2020 grazie ad una serie di eventi e uscite editoriali, nel centenario della sua nascita.

Bruno Munari “Forchette creative”

Copertina “Disegnare un albero” di Bruno Munari

Copertina “La voce della fantasia” di Gianni Rodari

Copertina “Grammatica della fantasia” di Ganni Rodari

Bruno Munari è stato un protagonista dell’arte, del design e della grafica del novecento. E ha rivolto la sua creatività soprattutto al mondo dei bambini. Gianni Rodari è stato maestro, giornalista, pedagogista e scrittore. I suoi libri per bambini, tradotti in tutto il mondo, gli hanno fatto vincere (nel 1970),  il prestigiosissimo premio “Hans Christian Andersen”, ovvero una sorta di premio Nobel dedicato alla letteratura per l’infanzia. 

   

Brochure della mostra “Tra Munari e Rodari

Non è un tributo ma un piccolo dono a due “scorpioni”, come li definisce il Presidente di Biblioteche di Roma, Paolo Fallai, che “hanno reso molto sul serio la giocoleria della vita. E facendoci dolcemente sanguinare, hanno cercato di aprirci il cammino di libertà”.

Rodari interpreterà il mondo delle favole in un modo personale che rivoluzionerà il linguaggio corrente dell’epoca, dove non ci sarà più un “c’era una volta” né un posto per Re e Regine, ma i protagonisti saranno oggetti di tutti i giorni. Munari creerà attrezzi quotidiani rivoluzionandone il design, entrambi sono ancora attualissimi.

Bruno Munari

Sarà la lungimiranza dell’editore Einaudi a unire un poeta quasi sconosciuto e un illustratore (nel 1960), comprendendo, prima di tutti, che molte erano le cose che li univano:  la fantasia, la creatività, l’amore per il fantastico e il surreale, per l’avanguardia e per lo STRANIAMENTO, ovvero la capacità di vedere qualcosa di conosciuto con occhi diversi, come fosse la prima volta. 

Gianni Rodari

Da questa collaborazione nascono i testi come “Filastrocche in cielo e in terra” (1960),  “Favole al telefono” (1962), “Il pianeta degli alberi di Natale” (1962) , “Il libro degli errori” (1964) ecc.; fino alla collana per bambini Tantibambini”, del 1972, quasi una collana d’arte in cui Munari chiama in raccolta tantissimi amici artisti, con l’intento di rendere la creatività un’esperienza possibile e democratica. Un punto di vista che condivide con Rodari il quale, nella “Grammatica della fantasia” afferma: “tutti gli usi della parola a tutti”…, non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo:

Pertanto, in “Fantasia” Bruno Munari, e, nella “Grammatica della Fantasia”, Gianni Rodari, indicano quali sono i procedimenti indispensabili affinché tutti possano essere artisti, credevano fino in fondo che il processo artistico potesse essere insegnato e che l’opera d’arte fosse a disposizione di tutti (una sorta di democrazia dell’arte). Secondo me uno dei più bei messaggi del novecento!

      

“Munari Mood” di Beatrice Brandini

Inoltre, attraverso il gioco e la fantasia, hanno sempre saputo interpretare l’oggi; hanno liberato le immagini e le parole rinchiuse in schemi rigidi e apparentemente rassicuranti.

“Un bambino che impara che il cielo non è sempre e solo blu è un bambino che probabilmente in futuro saprà trovare più soluzioni creative a un problema, che sarà più pronto a discutere e non subire. “  Bruno Munari

E’ importantissimo recuperare l’opera di questi due grandi artisti, farli conoscere alle nuove generazioni, perché, proprio come accadeva nel Piccolo Principe, gli adulti non sanno più stupirsi e uno scarabocchio gli appare come tale, solo un bambino ci potrà vedere un gigante.

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

Un commento su “Roma celebra la leggerezza di due giganti: Bruno Munari e Gianni Rodari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *