Nel giardino di Boboli (poi a Pietrasanta), “GIVE” di Lorenzo Quinn. Per non dimenticare che la natura è la nostra amica più cara.

“Give” di Lorenzo Quinn

 “Mani e bambole” di Beatrice Brandini

E’ stata inaugurata oggi la bella scultura dell’artista Lorenzo Quinn, “GIVE”, per un mese sarà esposta in anteprima nel Giardino di Boboli (a Firenze), per poi passare a Pietrasanta, dove sarà installata nel Parco Internazionale della Scultura. Continua a leggere

Fernando Farulli: il Francis Bacon italiano con le sue moderne e potenti figure.

“Paesaggio” di Fernando Farulli

“Atomica bionda” di Beatrice Brandini

Sono sempre stata affascinata da questo grande artista, fu un vero colpo di fulmine dalla prima volta che vidi le sue opere. Tuttavia è un talento che non ha avuto, almeno non sempre, la legittima e meritata visibilità, con questo post vorrei “pareggiare i conti”. Continua a leggere

LA “PROITUDINE” VS IL CORONAVIRUS

“Il mostro mangiavirus” di Giovanni

“Gioco e studio ” di Beatrice Brandini

La “PROITUDINE” è una parola inventata da mio figlio, non esiste nel vocabolario della lingua italiana, ma in questo periodo surreale, di incertezza e di catastrofe virale, penso sia una vera panacea, una gran bella parola, la più adatta per poter ripartire e ricostruire un domani, per noi e per le generazioni future. Continua a leggere

L’astratto prima di Mondrian e Kandinsky: Hilma af Klint!

Opera di Hilma af Klint

“Hilma” di Beatrice Brandini

Hilma af Klint è stata una grandissima artista, purtroppo poco nota fino a qualche tempo fa.  La sua fu una scelta coraggiosa e onesta, temendo che il mondo non sarebbe stato pronto (forse ad un’artista donna?!), nel suo testamento decise che i suoi lavori astratti sarebbero stati svelati solo vent’anni dopo la sua morte, e, mentre il mondo osannava Kandinsky, Malevich, Mondrian, di lei si conoscevano solo i lavori figurativi e paesaggistici, nonostante avesse già sperimentato (prima di loro e con risultati eccellenti), la tecnica dell’astrattismo. Continua a leggere

Dal Kimono, alla fascinazione per il Sol Levante, la moda guarda ad Oriente.

“Fior di Loto” di Beatrice Brandini

Kimono giapponese (1860 – 1880),  in mostra al Victoria&Albert Museum di Londra

Nel 1872 , lo scrittore Philippe Burty stilò il saggio: Japanisme. La Renaissance Literaire et Artistique;  da allora il giapponismo (espressione coniata dallo stesso Burty), , non ha mai conosciuto crisi, ricorrendo, ciclicamente, nell’arte, nel design, nella moda, importanti espressioni artistiche che influenzano  tutto ciò che ci circonda. Continua a leggere