Giovanni Gastel e i suoi indimenticabili scatti di poesia

“Vittoria” di Beatrice Brandini

Shalom Harlow fotografata da Giovanni Gastel nel 1990

Erano mesi che volevo dedicare un post a questo grandissimo fotografo, soprattutto dopo la sua recente ed importante mostra monografia al MAXXI di Roma. Questo piccolo racconto, su questo grande maestro, è purtroppo postumo, poiché Giovanni Gastel ci ha appena lasciati; questa maledetta pandemia si è portato via anche lui… privando tutti coloro che amavano le sue foto e le sue poesie, attoniti e immensamente tristi.

Ritratto di Winnie Harlow, di Giovanni Gastel

Giovanni Gastel era un grandissimo fotografo, capace con i suoi scatti e ritratti di impreziosire e rendere elegante anche una scatola di spaghetti (è accaduto). Con molta semplicità, mestiere e innato talento, era capace di fotografare Barack Obama e un boccale di birra per Esselunga, con la stessa passione, cogliendo, in entrambi i casi , l’essenza del personaggio o del prodotto fotografato, con un risultato che lasciava pochi dubbi sulla sua professionalità ed efficacia.

Marpessa fotografata da Giovanni Gastel per Vogue Spagna, 1990

Alto, dinoccolato, naturalmente elegante, di quell’eleganza di chi ha nobili origini (sua madre era Ida Visconti di Modrone, suo zio Luchino Visconti). Chi è nella moda da un pò di tempo, lo conosceva benissimo, soprattutto per le bellissime  immagini pubblicate sui magazine di moda di tutto il mondo. Le sue campagne pubblicitarie o i suoi redazionali (ricordo sopratutto quelli realizzati su Donna con la direzione di Gisella Borioli, e quelli per Glamour, con Simone Guidarelli) erano speciali,  non lo dico influenzata dall’emozione, lo erano davvero, speciali e diversi da tutti gli altri. Gastel non seguiva le mode, non compiaceva nessuno, aveva uno stile inconfondibile come tutti i più grandi.  Ha cambiato la percezione dell’immagine della moda, da patinata e distante dal grande pubblico, a poesia, comprensibile a tutti proprio come quando si è davanti ad un’opera d’arte o a del bello in genere.

Foto di Giovanni Gastel per Dior, 1991

Di se stesso diceva. “Ho fatto anche foto brutte, anzi le ho fatte per anni, le ho tenute per farle vedere ai giovani. E’ importante dichiararlo poiché magari uno vede quelle che faccio oggi e può pensare che sono “nato imparato”, come dicono a Napoli. Non è vero, poi si impara e si migliora.

Raccontava anche come, a metà degli anni ’90, al culmine della sua carriera in cui fotografava Dior e Nina Ricci a Parigi, Trussardi e Missoni a Milano, di colpo nell’arco di pochi mesi perse tutti i clienti. Senza capire il perché, ferito ma non vinto, comprese che forse il suo lavoro aveva bisogno di essere aggiornato, ed infatti dopo poco ricominciò a lavorare senza fermarsi più. Un altro esempio di umiltà e elasticità che hanno solo i più grandi.

Tatjana Patitz fotografata da Giovanni Gastel per Vogue Spagna, 1990

Anche quando gli chiesero cosa fosse la moda e come la riuscisse a capire, la sua risposta fu esilarante. “ Io sono nato nella moda a 17 anni, quindi parlo la loro lingua. Ma se uno viene da fuori non li capisce. Alla fine degli anni ’80, riunione da Krizia con la quale già lavoravo. Con noi anche il più grande pubblicitario italiano, Emanuele Pirella, uomo intelligentissimo, un gigante. Parliamo un ora, Krizia ci spiega tutto e andiamo via. Camminiamo ed Emanuele mi mormora: Giovanni, ma tu hai capito che cosa ha detto?”. Si certo. Lui: “Io niente, neanche una parola. Fai tu, poi mi mandi le foto”. Nulla è cambiato, la moda è ancora così. 

Gastel era anche un sensibile poeta, come dimostrano questi splendidi versi che sono proprio come lui, sagaci, eleganti, ironici, e profondi.

“Angelo” di Beatrice Brandini

«Confesserò i miei peccati così lassù saranno contenti. Poi cammineremo sereni io e te mio angelo / sul bordo del mare color del vino. Tu mi dirai: Questa è tutta la pace che puoi avere… Io dirò / Mi sembra sufficiente angelo. Grazie di essermi stato vicino. Sono stato un uomo difficile e complesso con cui stare al fianco? E tu dirai / Sei stato un uomo. Ho visto di peggio (Filicudi 2020)”.

Giovanni Gastel, ritratto realizzato da Delia Biele

Arrivederci Giovanni, sei stato un interprete eccezionale degli ultimi nostri quarant’anni, le tue foto rimarranno inestimabile testimonianza dei nostri tempi, anche quando non ci saremo più.

Buona vita a tutti!

Beatrice 

 

 

2 commenti su “Giovanni Gastel e i suoi indimenticabili scatti di poesia

  1. Anche io come lei amavo molto le immagini di Giovanni Gastel, la sua improvvisa scomparsa mi ha molto rattristato.
    Grazie per il bel post che le ha dedicato, questi tempi ne hanno bisogno . Michele Murri

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