SYMBOL ITEMS: Abiti e Accessori che resistono al tempo!

“Symbol Items” di Beatrice Brandini

Mix of Symbol Items

Ho già parlato di abiti e borse iconiche, e anche di pezzi irrinunciabili, rispettivamente in:

https://www.beatricebrandini.it/icon-vintage-dress-prima-parte/

https://www.beatricebrandini.it/borse-irrinunciabili-oggetti-del-desiderio/

https://www.beatricebrandini.it/donne-di-pura-classe-e-i-must-have-alcuni-capi-per-non-sbagliare-mai/

 Ma oggi voglio parlare di capi che sono stati, sono, e saranno domani, un classico nella storia del costume. Alcuni di essi semplicemente perché hanno rivoluzionato ciò che c’era in precedenza, rompendo schemi e convenzioni (penso alla minigonna), altri perché necessari ad una vita più veloce e comoda (le sneakers e tutto l’abbigliamento sportivo), altri ancora perché capaci di resistere nel tempo, ancora moderni.

CONVERSE All Star Chuck Taylor

Prodotte per la prima volta nel lontanissimo 1917 come scarpe da Basket, sono diventate popolari per il modello Chuck Taylor, nel 1932, in onore del cestita americano Charles Hollis Taylor, detto Chuck, che le adottò come sue preferite e che da lui presero il nome. Ancora attualissime e amate, sono un altro esempio di “oggetto” evergreen, senza tempo, per un eleganza understatement, perfette. Una di quelle cose che compri e usi negli anni senza stancarti mai (io ne ho un paio dagli anni 90, che ancora indosso).

SWEATSHIRT

La felpa grigia mélange, girocollo o con cappuccio, emblema di una divisa universitaria, del sudore della palestra, capo simbolo per Rocky Balboa o Jennifer Beals (Flashdance). Avevo dedicato un post anche a questo capo, che negli ultimi anni è diventato protagonista di passerelle e collezioni, con soluzioni couture, perdendo completamente la sua primordiale funzione di praticità sportiva (pensiamo alle felpe Supreme, a quelle di Marcelo Burlon, o  le felpe di Off White). Questo il link del mio post del 2016 dedicato alla felpa: https://www.beatricebrandini.it/la-felpa-fa-tendenza/ , qualora qualcuno avesse voglia di rileggerlo.

MINI (detta anche Minigonna)

La minigonna, simbolo dell’emancipazione femminile, attribuita alla creatività di Mary Quant, nell’Inghilterra della Swinging London. Ciclicamente ritorna nelle passerelle per la gioia di donne (e uomini) un po’ accentratrici. Sebbene abbia reso le donne più libere, trovo che sia interessante indossarla in situazioni informali, d’estate e soprattutto sotto la soglia dei trent’anni.

BIKER JACKET

E’ il chiodo di pelle da motociclista, “cattivo” per antonomasia. Ha passato indenne molteplici correnti, o meglio, subculture, da quella dei biker, ai metal, da quella punk a quelle rock. Nel corso degli ultimi decenni, un po’ come alcuni capi visti in precedenza, , ha perso la sua connotazione culturale per diventare una presenza abituale negli armadi globali. Nelle declinazioni più sciancrate è diventato femminile, anzi forse è proprio il genere di maggior successo degli ultimi anni. Il suo testimonial più rappresentativo è Marlon Brando nel “Selvaggio”, indimenticata icona di mascolinità e seduzione.

LE PETIT ROBE NOIR

Il tubino nero, detto anche the Black Dress. Intramontabile, chic, adatto a tutte le donne e declinabile in milioni di versioni e utilizzi. Una delle prime a crearlo è stata Chanel, non a caso una donna, che voleva liberare le altre da impalcature come quelle delle crinoline, e renderle elegantemente moderne. 

Questo è un mio post del 2014 dedicato al tubino: https://www.beatricebrandini.it/il-tubino-nero-irrinunciabile-passe-partout/

BIKINI

E’ la foggia del costume da bagno per eccellenza. Sebbene si attribuisca la sua creazione al sarto francese Louis Réard nel 1946, paragonando la sua ascesa nel mercato ad una esplosione, proprio come l’atollo di Bikini, nel quale gli americani conducevano esperimenti nucleari, possiamo ammirare iconografie di costumi a due pezzi nei mosaici romani di Villa del Casale. Il bikini a triangolo, quello più basico, è irresistibile in una donna tonica, non necessariamente giovanissima.

LEVIS’S 501

Nati come pantaloni da lavoro nel 1871, per mano di Levi Strauss, un immigrato tedesco di origine ebraica che emigrò  in California, sono i pantaloni in denim per antonomasia.  Il modello più famoso al mondo, il 501, è entrato di diritto nella storia, prodotto nel lontanissimo 1890, è ancora oggi indossato da chi vuol avere un bel paio di jeans e andare dappertutto.

IL BLAZER DI Armani

La giacca da donna creata dal Re, Giorgio Armani, che ha reso le donne straordinariamente eleganti. Un capo feticcio adatto in tutte le occasioni, al lavoro, in cui la propria credibilità di donna è ancora troppo spesso messa in discussione, nel quotidiano, o per una serata speciale. Dagli anni Ottanta ad oggi Armani ha elaborato questo capo in moltissime versioni, tutte straordinariamente speciali. Per questo, a differenza di molti casi precedenti, la sua fama è da attribuire al suo creatore e non all’oggetto in se. 

TRACKSUIT

La tuta per fare sport, nata in fibre tecniche e resistenti, come il poliestere o la microfibra, è diventata oggi un capo luxury, amata da rapper miliardari, e indossata da it girls in giro per il mondo. Ci sono versioni più tecniche, realizzate con tessuti traspiranti, antiallergici, speciali, pensate per gli sportivi nelle loro sfide quotidiane. La più famosa e probabilmente venduta al mondo,  è la 3 stripes di Adidas.

LE BALLERINE di Repetto

Nel mio immaginario le ballerine sono quelle calzature meravigliosamente indossate da Brigitte Bardot o Audrey Hepburn. Non le amo particolarmente perché le ritengo un po’ scomode (troppo flat) e perché sono fra quelle di “un pò di tacco sempre”, ma riconosco che siano molto eleganti, una tavolozza bianca,  e,  in una figura esile,  perfette. Quelle più famose e chic sono quelle di Repetto, fondate nel 1947 da Rose Repetto, madre del ballerino e coreografo Roland Petit, passata, nei decenni da scarpa tecnica per ballare  (ancora prodotta), alla ballerina per antonomasia alla conquista del mondo. 

STAN SMITH

Altra scarpa iconica, creata da Adidas nel 1971 per il tennis Stan Smith testimonial del brand. In realtà originariamente la scarpa era un po’ diversa, è stato in anni più recenti che è diventata la Stan Smith che noi tutti conosciamo, quella immensamente  popolare. Indossata dai designer nelle passerelle di tutto il mondo, così come nelle strade delle metropoli più importanti. Se si cercano gli scatti delle donne più belle del mondo, almeno in uno di essi, indossano una Stan Smith.

WHITE TEE

La t-shirt basica, immacolata, bianca, Bellissima sempre! Può essere abbinata ad un jeans (per esempio al 501) facendo diventare chi la indossa, raffinatissima in modo naturale; indossata invece sotto con un blazer elegante o una gonna preziosa, sdrammatizza un look importante, diventando subito moderna. Anche in questo caso, proprio come la felpa, negli anni ha perso la sua missione di manifesto, diventando semplicemente una must have nei guardaroba di ognuno di noi.

Se avete tempo e voglia di vedere il mio post del 2014 dedicato solo a questo indumento, questo è il link: https://www.beatricebrandini.it/la-t-shirt-bianca-un-capo-basico-dalla-doppia-anima-puo-essere-voce-e-slogan-oppure-eleganza-understatement/

IL TRENCH Burberry

Il trench non può e non deve mancare nel guardaroba poiché non solo è comodo e funzionale, ma rende chic un insieme in qualsiasi momento e con qualunque abbinamento. Sopra i jeans, sopra un abito elegante, sopra una gonna a ruota o un tailleur. Pertanto, se possibile, lo si dovrebbe acquistare di ottima fattura, spendendo qualcosa in più, state certi che sarà un investimento che si capitalizzerà nel tempo. I più belli in questo senso, sono quelli di Burberry, iniziati a produrre nel lontanissimo 1856.

AIR JORDAN 

Scarpe prodotte e lanciate da Nike nel 1984 per il campione NBA Michael Jordan, in onore del suo stile aereo nel giocare a basket. Queste calzature sono provviste di una camera d’aria interna che ammortizza gli impatti, tuttavia non è solo la tecnicità ad aver reso le Jordan così popolari e così ancora legate al mondo del basket. Questo modello dimostra come un prodotto e il suo testimonial possano esser  a lungo uniti, creando un binomio (brand-player) imprescindibile ed estremamente vincente.

Ho dimenticato certamente di citare qualche capo o accessorio, tuttavia era importante parlare di parte di questi oggetti come pezzi importanti che hanno segnato le decadi del nostro recente passato, caratterizzando la nostra società molto più intensamente di qualsiasi altra forma. Probabilmente dalla ribellione iniziale, motivo per il quale molti di essi erano nati, oggi è rimasto ben poco, ma anche questo è un segno dei tempi…

Buona vita a tutti!

Beatrice

 

3 commenti su “SYMBOL ITEMS: Abiti e Accessori che resistono al tempo!

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